«Quando Occhiuto non voleva Callipo e Callipo criticava Occhiuto»

 Pungente il sindaco di Luzzi, Federico, a proposito del “transito” del sindaco di Pizzo tra i tifosi di quello di Cosenza. I primi cittadini di Dasà e Soriano: il presidente regionale dell'Anci eletto solo con i voti del Pd, si dimetta subito da quella poltrona

Mario Occhiuto e Gianluca Callipo

Quando Callipo e Occhiuto se ne dicevano (e facevano) di tutti i colori, almeno a dar retta alla dichiarazione di Umberto Federico, sindaco di Luzzi. E quando lo stesso Callipo è stato eletto alla presidenza dell’Anci Calabria solo con i voti del Pd, osteggiato da tutto il centrodestra ragion per cui, a dar retta invece ai sindaci di Dasà e Soriano, dovrebbe subito dimettersi da quella poltrona.

Storia abbastanza recente e decisamente reattiva del “transito” di Gianluca Callipo dalle parti di Mario Occhiuto. «Ma io non ho aderito al centrodestra» s’è subito affrettato a precisare lo stesso sindaco di Pizzo. Ma è contorta una spiegazione sifferente e comunque, per ora, il messaggio non passa. Lo trascura il sindaco di Luzzi, Umberto Federico, che la butta sul personale. Tipo, un anno fa si facevano la guerra… «Esattamente un anno addietro – scrive Federico – Gianluca Callipo testualmente dichiarava: “È proprio il sindaco di Cosenza a buttarla in politica, forse nel timore di non conseguire il risultato auspicato, nonostante l’Anci abbia finalità che prescindono dall’appartenenza o meno a un determinato schieramento”.

Eravamo al tempo della sua elezione alla presidenza dell’Anci calabrese. Mario Occhiuto osteggiava fortemente questa sua nomina.  È pletorico in questo momento, inoltre, richiamare le sue dichiarazioni sul  fallimento della amministrazione di Palazzo dei Bruzi o quelle a favore delle buone pratiche intraprese dalla Regione guidata da Mario Oliverio.

In quest’ultimo anno, evidentemente, è cambiato tutto e Callipo legge la realtà con una lente distorta. Una lente che distorce la realtà e genera sentimenti di opportunismo e trasformismo che  possono far perdere la testa a qualsiasi sfrenato ambizioso.

È per questo che, come con entusiasmo avevo aderito alla proposta di eleggere Callipo alla presidenza dell’Anci e conseguentemente votarlo, oggi sono animato da un sentimento di forte tristezza e amarezza politica, se non altro perché avverto quanto sia pesante il tradimento verso il mio voto alla assemblea dell’anci per la elezione di Callipo. Immagino che questo sentimento sia comune ai circa 200 sindaci di centrosinistra che lo hanno votato e che hanno inteso battersi in quella occasione contro Mario Occhiuto. Spero, a questo punto, solo in un risarcimento. Callipo abbia senso della coerenza: avverta la responsabilità di capire che l’unico risarcimento possibile siano le sue dimissioni dalla presidenza dell’Anci Calabria. Sarebbe l’unico gesto per restituire dignità all’istituzione».

Dimissioni dal vertice dell’Anci sì, le chiede alla fine Federico. Che però è più che altro deluso “dell’investimento” e ricorda semmai quando uno (Callipo) parlava male dell’altro (Occhiuto). Con conseguente guerra al contrario.

Chi invece le dimissioni di Callipo dal vertice dell’Anci le chiede senza mezzi termini sono i sindaci di Dasà e Soriano. «Ha il sapore dell’inverosimile l’incredibile dimenticanza del sindaco di Pizzo, eletto presidente dell’Anci con i soli voti dei sindaci Pd guidati dall’autorevole regia del presidente Mario Oliverio. Stupisce come Callipo abbia già dimenticato l’atteggiamento di tutto il centrodestra regionale in occasione della sua elezione. I sostenitori di Sergio Abramo, sconfitto, decisero di disertare la seduta. Dire che il suo atteggiamento appare paradossale è un fatto quasi scontato». A manifestare forti perplessità sulle recenti scelte di Gianluca Callipo sono i sindaci Raffaele Scaturchio e Francesco Bartone. Le accuse che rivolgono alla controparte sono pesantissime: «Il problema vero è che Callipo rappresenta l’esempio peggiore di politica politicante che alla vecchia maniera tenta di sopravvivere indipendentemente dalla tipicità delle stagioni. Improvvisamente decide di prendere le distanze da Oliverio per “comparare” con Occhiuto. Perché? Per trovare uno spazio che neanche i generali del Pd, suoi ospiti, (Serracchiani, Lotti , ecc.) gli hanno potuto garantire?». A queste domande che fanno intravedere sfiducia e sospetti, i sindaci aggiungono una richiesta esplicita, le dimissioni da presidente dell’Anci: «Siamo convinti fermamente – sostengono – che Callipo sia una persona oltremodo seria. Magari nel mentre noi scriviamo avrà già rassegnato le sue dimissioni dal ruolo che la politica da lui sconfessata gli ha regalato. Siamo certi – concludono Scaturchio e Bartone – che qualora non l’avesse fatto immediatamente provvederà a rimuovere una incoerenza manifesta che non può essere accostata nemmeno per un attimo alla sua elegantissima persona».

 

I.T.