Porto di Gioia, informatica e olio. Tutti (più o meno) contro le eccellenze di Calabria

Dal governo ai sindacati alle insidie conterranee. I nemici “senza volto” delle (poche) cose che si distinguono. Incontro più o meno riservato nei giorni scorsi a Roma con tanto di video proiettato

Sì d’accordo c’è la retorica consueta che appesantisce e sterilizza e fa da alibi ai “conterranei”, il “primato” degli ultimi ai quali non resta altro che piangere o fuggire via. Ma se poi c’è qualcosa di davvero buono dalle nostre parti che rischiamo di buttare “con l’acqua sporca”? Fa outing e manovra di bilancio raccontare un Sud e ancor di più una Calabria che non aspetta altro che appesantire di nero e di nullafacenza il bacino potenziale del reddito di cittadinanza, e fa anche gioco questa narrazione a chi soffia per il vento opposto, ma siamo davvero sicuri che non esistano anche dalle nostre parti eccellenze da cui provare a ripartire?

A quanto pare sì, esistono eccome. E non solo, qualcuno dalla vista più lunga e più interessato degli altri sta “visionando” queste eccellenze. Le sta analizzando nel potenziale. Nonostante i mille volti nascosti dei “nemici” che si alimentano e prosperano da dentro e da fuori la stessa Calabria.

Il porto di Gioia Tauro, che continua a risultare imponente nel suo volume di affari anche se costipato, rattrappito nel potenziale attrattivo proprio da una prospettiva di governo che disegna addirittura un suo svilimento grazie ad un’altra autorità portuale da far nascere a Reggio. Una sorta di nemico in casa per il porto di Gioia Tauro che anzicchè trovare nuona linfa nell’attività legislativa rischia di trovare insidiose bucce di banana. L’informatica d’avanguardia assoluta, la NTT Data di Cosenza, leader anche inaspettato nel settore. Ma chi non ricorda i musi lunghi delle confederazioni sindacali che spesso e volentieri hanno fatto tutt’altro che tirare la volata alla splendida realtà di Santo Stefano di Rende. L’olio di oliva del gruppo iGreco, fornitore dei Mcdonald italiani e svizzeri. Con il gruppo di Cariati (attivo anche in altri ambiti dell’agroalimentare nonché in altri settori come la sanità) che s’è trovato costretto e in più occasioni a dover “proteggere” i suoi progetti dalla burocrazia quando non del tutto dalla ostilità del potere decisionale. Tre eccellenze assolute e cioè l’infrastruttura del porto del Mediterraneo, l’informatica d’avanguardia e l’olio d’oliva delle terre di Calabria che sono racchiuse in un video che tempo fa è stato proiettato lungo lo Stretto alla presenza di Mattarella. Video che nei giorni scorsi è tornato di moda nel corso di un incontro, più o meno riservato, che imprenditori di successo e alcuni esponenti politici di questo come di governi andati, hanno attentamente visionato. Oggetto del convegno il Sud e la Calabria da salvare. E il video è servito per fornire alcune tracce a chi di competenza. Altro è poi rintracciare i “nemici” dello sviluppo “conterraneo” ma questo sarebbe stato troppo chiederlo alla proiezione del breve filmato. Non basterebbe una fiction a puntate lunga anni…

I.T.