Pd decisivo per le vittorie del centrodestra. Viscomi, Censore e Ciconte hanno giocato a perdere  

 Nonostante il grande vantaggio del voto “ponderato” Solano a Vibo ha bisogno di tutti i voti dem del consiglio comunale e Abramo vince per mezzo voto di un consigliere di Catanzaro (o per quello che non è andato a votare, di minoranza, e che risponde al consigliere regionale ed ex assessore)

Così il consigliere comunale di Catanzaro, Riccio, “giustifica” il suo non voto ieri. Se lo avesse fatto invece, e se avesse votato per il “suo” centrosinistra, Alecci sarebbe presidente della Provincia di Catanzaro

Eugenio Riccio è capogruppo in consiglio comunale di Catanzaro della lista “Svolta Democratica”. Porta nel simbolo sin dagli albori “per Ciconte sindaco”. È, politicamente parlando s’intende, un uomo del consigliere regionale del Pd (ed ex assessore) Enzo Ciconte. Ovviamente e formalmente, Riccio, siede tra i banchi della minoranza che di mestiere dovrebbe fare quello di opporsi alle movenze del sindaco Abramo. Ma ieri, “l’uomo” di Ciconte, non è andato a votare e la sua scheda “ponderata” e pesante ha preferito non compilarla proprio nonostante il centrosinistra lo avesse un cavallo da corsa per la presidenza della Provincia, il sindaco di Soverato Alecci. Leggete come giustifica il suo non voto in uno scambio via chat che in forma di screen pubblichiamo in apertura… «Per chi non lo sapesse si è votato oggi per l’elezione del presidente e del consiglio provinciale di Catanzaro. Potevano votare solo i consiglieri comunali. Mi sono personalmente astenuto (NON HO VOTATO) perché il tutto è stato ridotto a mero mercimonio tra ciò che resta dei partiti e le bande che li rappresentano. La politica è altro e non tutti sono in vendita». Al netto della sociologica e dacedente rappresentazione della realtà (la bande che rappresentano i partiti, la politica è altro…) il dato che si impone è un altro. Che bisogno ha Riccio di definire “mercimonio” l’eventuale voto a favore di un rappresentante del “suo” raggruppamento, il centrosinistra? Forse qualcuno gli ha chiesto invece di votare Abramo e non se l’è sentita? Oppure, sempre qualcuno, gli ha chiesto di non schierarsi così da lasciare e lasciarsi campo aperto? Chissà. Certo è che se Riccio avesse preso parte alla votazione e avesse votato per Alecci, sulla carta del suo stesso schieramento, tutto si sarebbe configurato tranne che un “mercimonio”. È o non è quello di opporsi ad Abramo, sulla carta, uno dei suoi “mestieri”? Ma c’è un altro dato ancora che rende la faccenda più singolare. Con il voto di Riccio Alecci sarebbe diventato presidente della Provincia di Catanzaro, grazie al micidiale fuoco amico dall’interno del centrodestra contro Abramo e grazie alla performance stessa del sindaco di Soverato che ha sbancato tra i rappresentanti di tutti gli altri comuni più piccoli. E chissà se Riccio sapeva in partenza quanto avrebbe “pesato” il suo voto alla fine. E chissà se lo sapeva, soprattutto, chi lo guida politicamente e cioè proprio Enzo Ciconte. È convinto anche Ciconte che il voto per Alecci, il voto per il “suo” centrosinistra”, si sarebbe configurato come mercimonio?

La notte delle provinciali, la notte delle “streghe”, aveva già mandato agli archivi l’altra elezione, quella di Solano. Anche qui vittoria annunciata del centrodestra ma con il “pieno” di voti del Pd e dei consiglieri comunali di Vibo. Quindi più pesanti che mai. L’intero gruppo, sei consiglieri, ha votato per Solano. Quattro di questi rispondono a Brunello Censore e ieri abbiamo anche spiegato il perché. Due al deputato del Pd Antonio Viscomi, tra cui proprio il capogruppo. Anche in questo caso se avessero fatto votare per il centrosinistra, il “loro” centrosinistra, si sarebbe trattato di mercimonio come per Riccio a Catanzaro? Lungo la “trasversale delle Serre” e nella notte delle streghe cosa è che realmente è andato in scena, oltre ad un evidente “tradimento” politico che ha finito per far perdere l’intero centrosinistra e quindi gli stessi Viscomi, Censore e Ciconte?

Una interessante chiave di lettura la offre il quotidiano online “Like news Calabria” che riprendendo proprio testualmente il nostro pezzo di ieri sui “tradimenti” di Vibo così riassume la via d’uscita. «In effetti il gruppo del Pd della città di Vibo, che fa capo all’onorevole (del Pd) Viscomi, ieri ha votato compatto alla Provincia per il candidato del centrodestra Salvatore Solano. Viscomi si posiziona sul centrodestra? O il gruppo Pd della città di Vibo ha voluto dare una bella lezione a tutto il Pd calabrese ed in particolare ad Oliverio che ha letteralmente disatteso tutte le necessità del territorio vibonese? Quale delle due?». Già, quale delle due? Viscomi, Censore e Ciconte sono da considerarsi di centrodestra ormai oppure hanno voluto dare una lezione a Oliverio? Questo si chiede il quotidiano online che riprendere un nostro pezzo. In attesa della soluzione dell’arcano l’unico dato è quello che i tre hanno eletto due presidenti di Provincia del centrodestra e non è dato sapere se la sconfitta collettiva può anche diventare un modo per mandare segnali utili. Di solito quando non si tocca palla non la tocca nessuno. A meno che, ma è questa l’ipotesi politicamente peggiore per i tre, non sono più in grado di controllare i propri “colonnelli” sul campo, con tutto quello che ne consegue in termini di prestigio e potere reale. E di futuro alle spalle…

 

 

I.T.