Migranti, Sculco: sbagliato cancellare lo Sprar

“Appare incomprensibile e irrazionale la scelta operata con il Decreto Sicurezza e Immigrazione di porre di fatto fine alla rete di seconda accoglienza nota come S.P.R.A.R. (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Un modello di integrazione e interazione che per anni ha fatto si’ che lo straniero arrivato nella nostra terra venisse supportato per inserirsi nei circuiti lavorativi e sociali”. Lo afferma Flora Sculco, consigliera regionale, in un comunicato. “L’efficace azione dei Comuni, che hanno vissuto – dice – da protagonisti l’esperienza Sprar, ha generato risultati positivi grazie ad un’accoglienza diffusa basata su piccoli numeri, che non hanno creato gli effetti negativi addebitabili sostanzialmente alle modalita’ di intervento dei centri di accoglienza straordinaria. Nella nostra Regione, la terza in Italia per capacita’ di accoglienza, i numeri risultano particolarmente importanti vista la presenza di 126 progetti in 112 comuni, che prevedono 3.727 posti tra ordinari, minori non accompagnati, minori non accompagnati (Fami) e disagio mentale o disabilita’. Progetti che danno lavoro a circa 1.100 tra operatori e collaboratori, con una forte ricaduta anche economica grazie all’indotto generato soprattutto nei piccoli centri. Lo smantellamento degli Sprar, determinato dalle scelte contenute nel Decreto Salvini, provochera’ – secondo Sculco – non soltanto un immediato effetto economico per la perdita dei posti di lavoro. In gioco vi e’ paradossalmente una maggiore insicurezza che crescera’ nei territori, perche’ mezzo milione di stranieri irregolari e senza alcuna aspettativa di integrazione nel nostro Paese vaghera’ per strada, entrando nella zona grigia della clandestinita’ alimentando nuova sacche di marginalita’ sociale e rafforzando il lavoro nero e la piccola criminalita’. L’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale prevede che nel 2020 gli irregolari arriveranno ad essere oltre 600.000”.