Il Giro “mozzato” e «l’alibi del razzismo, la verità è che i Comuni non pagano»  

Lo scalpore per la corsa in “rosa” che quest'anno non tocca il profondo Sud, come del resto era accaduto nel 2009 e nel 2012. «La Gazzetta dello Sport è arrivata al Tar per incassare dal Comune di Cosenza 50mila euro per il Giro del 2013... ».

Oggi che tutto fa brodo, e lo deve fare per forza, anche la bicicletta che non pedala più finisce per essere gettata in caciara. E da lì al razzismo, alla secessione, alla marginalizzazione seriale e politica del Mezzogiorno è un attimo. Una pedalata. Il Giro d’Italia, il 102esimo Giro che è stato presentato di recente, conoscerà la sua tappa più meridionale fino a San Giovanni Rotondo. Oltre non scenderà. Apriti cielo.

Dalla Campania, alla Puglia, alla Sicilia e ovviamente alla Calabria è un fiorire di letture retrosceniste e maliziose sui social e dai tavoli della regnanza politica. Non si è sottratto nemmeno il governatore Oliverio che in una breve nota ieri ha fatto presente che c’è del rammarico e dell’inquietudine tra la gente del Sud per il mancato passaggio del Giro. Ma il più pittoresco dei riassunti malevoli è affidato al giornalista campano Peppe Iannicelli. «Il Coni deve imporre l’estensione del Giro anche al Sud oppure i meridionali boicotteranno la Gazzetta dello Sport». Qualche altra mente “geniale” ha tirato in ballo la Lega, Salvini, una regìa politica più o meno occulta dimenticando che il Giro è una kermesse commerciale organizzata dal quotidiano “la Gazzetta dello Sport” che spende un mare di quattrini e che si rifà con il pagamento dei Comuni e degli enti che “omaggia” con il suo passaggio, oltreché che con gli sponsor. Ed è proprio un cronista della Gazzetta, che preferisce restare in forma anonima, che ci confessa che «in realtà la questione è molto più seria di quello che ci vogliono far credere e non c’entra nulla il razzismo. Bisogna sborsare dei soldi per ospitare l’arrivo o la partenza di una tappa del Giro senza contare che deve essere rifatto l’asfalto delle disastrate strade di quasi tutto il Sud. Una spesa che molti Comuni del Mezzogiorno non possono permettersi per colpa del patto di stabilità imposto dall’Ue. Il Giro non è passato dal Sud anche nel 2009 e nel 2012 ma non si era sollevato tutto questo casino. La verità è che “la Gazzetta dello Sport”, la Rcs, fa fatica a incassare i soldi dai Comuni per il transito del Giro. Uno dei casi più emblematici ha a che fare proprio con un Comune calabrese, il Comune di Cosenza». Incuriositi, anche se se n’era sentito parlare, chiediamo di andare a fondo… «Non molto tempo fa il Tar della Lombardia ha accolto il ricorso proprio della Rcs conrtro il Comune di Cosenza. In pratica il Comune non aveva pagato i 50mila euro pattuiti per il passaggio del Giro dell’8 maggio del 2013. Rcs ha fatto ricorso e ha vinto al Tar, poi francamente non ho seguito più la cosa e non so come è andata a finire… ». E la “bici” va…

 

 

I.T.