Abramo trova nella “spazzatura” la scusa per attaccare Oliverio

Il presidente della Provincia di Catanzaro attacca la Regione sulla gestione dei rifiuti 《a danno del capoluogo》 ma il suo ente non ha deleghe. Prove tecniche di campagna elettorale e di scontro tra candidati?

Abramo sindaco, Abramo presidente della Provincia, Abramo candidato alla guida della Regione. Viene da chiedersi se la mattina, almeno appena sveglio, abbia un secondo di crisi di identità. Uno e trino il Sergio nazionale attacca il presidente della Regione Mario Oliverio sulla spinosa “questione rifiuti” firmandosi Presidente della Provincia, intervenendo quindi su un argomento che non compete affatto all’Ente intermedio di cui ha raccolto l’eredità da Enzo Bruno, lo scorso 31 ottobre.

“La Regione continua a tacere su quale debba essere la meta degli scarti di lavorazione, non fornendo alcuna indicazione chiara e lasciando in balia delle onde un problema, quello dei rifiuti, che potrebbe umiliare in modo grave e faticosamente risanabile il nostro territorio”, scrive il presidente della Provincia di Catanzaro, Sergio Abramo, torna ad alzare la voce puntando il dito contro il presidente Oliverio, dopo essersi dichiarato, già nelle scorse settimane, fortemente preoccupato per “la leggerezza con la quale si sta affrontando una questione prioritaria”, si legge nella nota dell’Ufficio stampa. Un attacco diretto che sembra proprio un prologo della campagna elettorale che verrà: e già si alza l’orgoglio catanzarese contro l’invasore bruzio reo di aver calpestato – e buttato tra i rifiuti è il caso di dire – autonomia, orgoglio e funzioni direzionali del capoluogo. Ma il vincente – e fortunato – Abramo, uomo per le tutte le istituzioni, è pronto a sacrificarsi per il Capoluogo. Ne siamo certi, senza aver paura di mettere le mani nella spazzatura.

“La gara che la Regione aveva bandito – ci spiega Abramo – con lo scopo di trovare fuori dalla Calabria dei punti di conferimento degli scarti, è andata deserta. Mi chiedo e chiedo al presidente Oliverio cosa ha pensato per l’immediato futuro? Cosa propone di fare per evitare che i rifiuti inondino le nostre strade, devastando l’immagine della nostra terra e procurando gravi disagi ai cittadini? Qual è il progetto al quale ha pensato perché non vada tutto alla deriva, così come le premesse lasciano presagire? E se la gara è andata deserta e si dovrà procedere a ribandirla, necessariamente si dovrà pensare a un aumento di risorse economiche da investire per sperare che stavolta abbia buon esito. E’ naturale ritenere che il presidente abbia in mente un aumento della Tari a carico dei cittadini calabresi per trovare la quadra, ma a tenere banco è sempre il silenzio e la non chiarezza”. “Dal primo di gennaio – continua – subentreranno gli Ato a gestire il sistema dei rifiuti urbani, ma il catastrofico scenario che il presidente Oliverio sta mettendo in piedi, è chiaro che non gli consentirà un inizio trionfale dei lavori. Crotone, anche alla luce della gara andata deserta, rimane l’unica discarica che accoglie gli scarti di lavorazione. E’ adeguata a farlo? Sono tante le domande che Oliverio evade, ma le risposte, purtroppo, più che opportune sono assolutamente obbligatorie e se fino a ieri si è cercato di prendere tempo oggi non è più possibile”. “Se volessimo pensare male – dice Abramo -, potremmo insinuare che il presidente Oliverio sperava che il problema scoppiasse magari nella prossima primavera, dopo il subentro degli Ato nella gestione del sistema dei rifiuti, in modo che lui non fosse additato come il responsabile dei disagi e al contempo fosse riconosciuto come colui che abilmente riusciva a mantenere le strade pulite e ordinate. Così sarebbe stato se l’alluvione di qualche settimana fa, che ha bloccato l’impianto di Lamezia facendo emergere in tutta la sua chiarezza la debolezza del sistema di trattamento dei rifiuti, non avesse creato scompiglio. A oggi appare molto chiaro che gli Ato non potranno svolgere il proprio lavoro semplicemente perché mancano gli impianti di conferimento degli scarti di lavorazione. Davanti a questo allarme occorrono risposte, soluzioni e idee. Fare finta di non vedere, come sta facendo il presidente della Regione, vuol dire gettare fumo negli occhi dei cittadini illudendoli che il problema non esista, nella speranza di rimandarlo il più possibile perché sia responsabilità di altri e non propria”.