Un nuovo patto tra le regioni del Sud

Continuano vivacemente le attività e le manifestazioni di “Zonadem”, l’area del Partito Democratico che ha il suo leader in Calabria nel consigliere regionale Mimmo Bevacqua, questa volta il focus è stato rivolto sui “rischi del regionalismo differenziato”. Il convegno, svolto in una gremita sala degli specchi del Palazzo della Provincia, ha avuto l’ambizione di siglare “un nuovo patto tra le regioni del Sud” come ha enfatizzato lo stesso Bevacqua. I lavori, moderati dalla coordinatrice provinciale di Zonadem Titti Scorza, sono stati introdotti dal consigliere provinciale Francesco Gervasi. Il presidente della Provincia, Franco Iacucci, ha svolto i saluti di rito e nel suo intervento ha denunciato il concreto rischio che i partiti politici possano diventare anch’essi localistici se proseguiranno nel perseguire egoisticamente gli interessi dei singoli territori con il solo risultato di avere regioni a velocità differenziata, rimarcando la necessità di disegnare una linea politica nazionale. Breve ed incisivo l’intervento dell’organizzatore della manifestazione Mimmo Bevacqua: “ancora non è stata ben compresa la lezione del 4 di Marzo” ha subito chiosato, dopodiché, in oggetto al tema del convegno, ha rimarcato gli errori commessi nella stesura della riforma del titolo V della Costituzione, nonché nella riforma dell’assetto delle Province. Lamentando, inoltre, il pericolo che il “sovranismo”, oramai di moda e dilagante nell’azione di governo, possa arrecare danno soprattutto alle regioni del Mezzogiorno. Gli interventi dei consiglieri regionali Mario Casillo della Campania e di Fabiano Amati della Puglia sono stati molti chiari nell’evidenziare, soprattutto, le discrasie e le problematiche connesse ai servizi sanitari regionali; situazione quella della Sanità primaria e preoccupante per tutte le regioni del Sud. Il presidente del consiglio regionale calabrese Nicola Irto si è mostrato molto critico con il regionalismo: “le Regioni sono diventate delle gigantesche macchine della spesa, sebbene non fosse questa l’idea di 40 anni orsono”. Irto ha evidenziato come il regionalismo differenziato sia strettamente correlato al Mezzogiorno: “avremmo bisogno di maggiore presenza dello Stato per quanto riguarda le infrastrutture, l’ambiente, il lavoro, la Sanità. Soprattutto le competenze sanitarie dovrebbero tornare in seno allo Stato – ha rimarcato – perché si sono commutate in gravi inadempienze, per svariate motivi, nelle regioni del Mezzogiorno”. Le conclusioni le ha tratte il presidente del consiglio regionale della Basilicata Vito Santarsiero, il quale, considerato che “mala tempora currunt”, ha sottolineato l’importanza vitale per le regioni del Sud di ben lavorare sul prossimo ciclo di programmazione dei fondi europei. Inoltre ha rammentato il sentimento risorgimentale alla base dell’articolo 5 della Costituzione (La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali… n.d.i.), ricordando che il disegno dei territori, per quanto concerne Comuni e Province, è di una legge napoleonica del 1806. Di fondamentale importanza, ha concluso nel suo intervento, il principio di perequazione (la suddivisione in maniera più equa di risorse e oneri tra le Regioni, n.d.i.) e non che “le risorse economiche rimangano lì dove sono state prodotte”. Tutti gli autorevoli interventi hanno fortemente evidenziato il problema dell’agire politico dell’attuale governo, “sovranista” e “populista”, che rischia di periferizzare ulteriormente il Mezzogiorno; mentre il compiuto sviluppo del Sud rimane l’unica soluzione perseguibile per produrre benessere per l’intero Paese.

Marco Testadura