«Sono io che non voglio più avere a che fare con i fondi pubblici»

(FILES) In this file photo taken on June 22, 2011, Riace mayor, Domenico Lucano poses in his office. – The Prosecutor’s Office of Locri in Calabria announced on October 2, 2018 the arrest of Lucano, the mayor of Riace, a small village that has been hosting migrants and asylum seekers for years, on the grounds of suspected aid to illegal immigration. (Photo by MARIO LAPORTA / AFP)

“Io penso sia andata bene e voglio ringraziare i miei due avvocati e tutto questo fiume di solidarieta’ che c’e’ intorno a me, intorno a Riace. Sono contento comunque.“Anche se non mi hanno permesso di parlare” . Lo ha detto ai giornalisti il sindaco della cittadina calabrese, Domenico Lucano, al termine dell’udienza davanti al Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, al quale i suoi legali hanno presentato un’istanza di revoca dagli arresti domiciliari, disposti dal gip di Locri, il 2 ottobre scorso, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e abuso d’ufficio.

Il sindaco di Riace, Domenico Lucano, risponde al prefetto Mario Morcone, gia’ capo del Dipartimento del ministero dell’Interno che si occupava dei richiedenti asilo, il quale nei giorni scorsi ha parlato della sua vicenda dicendo di averlo messo in guardia, a suo tempo, su alcune criticita’ rilevate nella gestione dei fondi assegnatigli per l’accoglienza dei migranti. Lucano avrebbe ignorato quelle segnalazioni.

   “Il prefetto Morcone – ha detto Lucano ai giornalisti, dopo l’udienza davanti al Tribunale del Riesame – non deve dimenticare che nel 2008 voleva portare a Riace 400 persone e gli dissi: ‘ma signor prefetto, Riace ha gia’ 500 abitanti nella parte alta’. Pero’ ho avuto un rapporto cordiale con lui. Il 26 agosto 2008 telefonarono a Riace quando altri comuni come Milano davano disponibilita’ di soli 20 posti. Noi ci siamo riuniti con alcuni comuni e gli abbiamo dato la disponibilita’ per 300 posti; il 26 agosto ci hanno chiamati, il 28 agosto sono arrivati i pullman. Come facevamo – ha detto in riferimento ad una delle contestazioni mossegli- a non fare gli affidamenti diretti alle cooperative? Ora me lo contesti!

“Anche senza contributi pubblici andiamo avanti , da soli, perche’ nel corso degli anni abbiamo costruito dei supporti all’integrazione che oggi fanno la differenza”. Lo dice ai giornalisti Domenico Lucano, sindaco di Riace. Il suo “modello” d’accoglienza e’ sotto accusa dopo il suo arresto, ma assicura di non volere gettare la spugna. “Noi possiamo dire sicuramente – spiega – anche attraverso il supporto di una solidarieta’ nazionale, che faremo non uno Sprar maun’accoglienza spontanea cosi’ come era cominciata. Senza soldi pubblici. Questo messaggio lo voglio trasmettere al governo, vogliamo uscire dallo Sprar (il sistema d’accoglienza statale per i rifugiati, ndr). Ovviamente facciamo ricorso al Tar per un fatto morale e ovviamente poi dobbiamo recuperare le risorse per i servizi gia’ svolti, dopodiche’ , lo voglio dire come volonta’ politica, dobbiamo uscire dallo Sprar. Io non voglio piu’ avere a che fare con chi non ha fiducia prima di tutto, e non voglio avere a che fare con questo governo che spesso non rispetta i diritti umani”.