Si ricompone l’asse Gentile-Occhiuto. E “Catanzaro” batte le mani…

Chissà se domani Mara Carfagna a Reggio avrà la stessa fortuna, la stessa virtù miracolistica. Perché quello che è riuscito oggi a Giorgio Mulè a Catanzaro, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede provinciale di Forza Italia, difficilmente si ripete tutti I giorni. Attorno al tavolo e al nastro tagliato dal portavoce degli azzurri per Camera e Senato tutto quello che ti aspetti e non ti aspetti dalla regnanza di quelli che un tempo si facevano chiamare berlusconiani.

Nuovi, vecchi, transitati e rientrati, aspiranti, “industriali” della politica e non da oggi. Ci sono tutti, ma proprio (o quasi) tutti.

Sicchè finisce per passare in secondo ordine il verbo pur tagliente del noto giornalista d’inchiesta («Calabria tradita e saccheggiata dal governo gialloverde», oppure «il candidato alla presidenza della Regione spetta a noi di Forza Italia», oppure ancora «Lucano ha tutto il diritto di andare in tv quando vuole»). Ne dice e ne sa dire di cose Mulè ma il suo “miracoloso” taglio del nastro a Catanzaro passerà alla storia recente più per aver ri-messo attorno allo stesso tavolo vecchi coltelli affilati nonchè ambizioni industrial-politiche tutt’altro che assimilabili in un colpo solo.

E la notizia è quella lì, inutile girarci attorno. A pochi centimetri di distanza ci sono Pino Gentile, il più anziano dei consiglieri regionali ex alfaniano e oggi rientrato sugli azzurri (senza aver mai di suo pugno sottoscritto né l’uscita né il ritorno in Forza Italia, diciamo che si è trovato coinvolto dalla proprietà transitiva familiare del fratello Tonino) e niente di meno che Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza e oggi più che mai super favorito per la candidatura di centrodestra alla presidenza della Regione.

E questa è una notizia di tutto rispetto perché se è vero che Pino Gentile quasi mai è entrato in polemica diretta con Occhiuto (non lo fa quasi mai con nessuno, per la verità) è pur vero che è sempre un Gentile, con tutto quello che ne consegue in termini di griffe (il fratello Tonino e soprattutto la figlia Katya non hanno usato né ricevuto fiori di recente in direzione del sindaco di Cosenza). Ma tant’è, la notizia e il “miracolo” di Mulè è questo oggi e la dice lunga il sorriso a pieni denti di Jole Santelli. Oggi più che mai e con Cosenza che non litiga più è Occhiuto il nome forte che Mulè non pronuncia («è presto, ne abbiamo tanti di profili») ma che tutti hanno in mente. Sotto gli occhi e le mani che battono di Claudio Parente, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale.

Di Mimmo Tallini, il dominus del consenso azzurro da quelle parti. Di Sergio Abramo, collega di Occhiuto con la fascia tricolore che si gioca la presidenza di Provincia tra qualche giorno.

E di Piero Aiello, che da tempo ormai ha sposato la causa gentiliana della politica immaginando magari un giorno di rappresentarla direttamente per la Regione salvo poi ritrovarsi una coesione “miracolosa” su Mario Occhiuto.

Certo viene da chiedersi quale è e quale sarà la “contropartita” di “Catanzaro” in questa inaspettata unità. Per ora si mette in coda, il capoluogo, e batte le mani. Ma chi è pratico dei profili di Tallini, Abramo e soprattutto di Parente difficilmente immagina che il tutto possa realizzarsi “gratis”. Una contropartira prossima e non per forza politica si rintraccerà da qualche parte.

C’è poi un cenno alla Lega da parte di Santelli, se è per questo c’è anche il coordinatore provinciale di Catanzaro in sala. Ma è presto per dire se anche il Carroccio batterà le mani per Occhiuto. E se le batterà convintamente soprattutto.

Più di un segnale sussurra il contrario ma è davvero presto per dirlo. Qualcosina di più la capirà Mara Carfagna domani a Reggio, più o meno una manifestazione simile e con una scusa simile, con comitati civici a corollario che oggi per Catanzaro ha annunciato di volersene prendere cura Claudio Parente. Se qualcuno sbircerà in sala uomini di Scopelliti (come è noto lui non può esserci…) vorrà dire che anche lungo lo Stretto s’è compiuto un altro miracolo, alla stregua di quello di Mulè a Catanzaro.

Con la “notizia” di Gentile che “benedice” Occhiuto e “Catanzaro” a battere le mani. E la Lega, nel frattempo probabile primo partito del Paese, a tirare il Carroccio per tutti…

I.T.