L’accoglienza come “civiltà” e il patto di ferro tra Oliverio e Rossi

Regione Calabria e Toscana, con Mimmo Lucano, protagoniste in conferenza stampa alla Cittadella: 《Il modello Riace vive》. Sullo sfondo un asse (anche) politico?

Per non perdere nè il “bimbo”, nè “l’acqua santa”. Perché Riace, il suo modello, il modello accoglienza conosciuto in tutto il mondo, non rischi mai di finire in un fascicolo giudiziario e polveroso. Regione Calabria e Regione Toscana unite e a confronto, la sfida non solo continua ma trova nuova linfa. In mezzo, anzi in testa, proprio lui, Mimmo Lucano. Una “santa alleanza” in nome e per conto dell’accoglienza sostenibile e socialmente evoluta. I governatori Oliverio e Rossi da un lato e l’esperienza sul campo di Mimmo Lucano dall’altro. Insieme in conferenza stampa alla Cittadella e chissà se proprio loro, i presidenti di Regione Calabria e Toscana, non siano anche identificabili come qualcosa di nuovo e di diverso anche sul piano politico e all’interno dell’arcipelago frastagliato del centrosinistra di governo.

“In tema di immigrazione c’e’ un approccio distorto verso un fenomeno di dimensioni globali, un’impostazione assolutamente inadeguata e sganciata da un sistema di valori”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, nel corso della conferenza stampa sui temi dell’accoglienza con il governatore della Toscana, Enrico Rossi, con il sindaco di Riace, Domenico Lucano, e con il parroco di Vicofaro di Pistoia Don Massimo Biancalani. “Riace e Vicofaro – ha aggiunto Oliverio – rappresentano esperienze concrete che dimostrano che si puo’ affrontare il fenomeno con una proiezione e un orizzonte diversi. La bussola che bisogna seguire dev’essere il sistema dei valori, il primo dei quali e’ il rispetto della dignita’ di uomini e donne e della personalita’ dell’altro: purtroppo questa bussola non si avverte nel contesto nazionale anche da parte dei massimi esponenti del governo. Il decreto che cancella lo Spar e’ lucida follia. Noi invece siamo animati – ha sostenuto il governatore calabrese – dal bisogno di fare crescere dal basso una rete che sia solidamente impiantata sul territorio e nella societa’, con l’obiettivo far prevalere la ragione e non lo stomaco”. Secondo Oliverio, inoltre, “Mimmo Lucano e’ il protagonista di un’esperienza importante, che in tutti i modi si e’ tentato di soffocare ma che va salvaguardata perche’, al di la’ delle vicissitudini che lo riguardano, Riace non morira’ perche’ va oltre gli schemi di chi pensa di mettere la gabbia ai valori: e’ una gabbia – ha concluso il presidente della Regione Calabria – che non puo’ resistere”.

“Accolgo la sfida che ci ha lanciato Mimmo Lucano ed invito lui e il presidente Oliviero a venire in Toscana a Vicofaro e proseguire insieme il percorso avviato oggi ed essere due Regioni ‘pioniere’ in questo settore. Con il tempo le persone capiranno che non basta invocare le ruspe per risolvere i problemi, e magari costruendo politiche dell’accoglienza piu’ serie si riuscira’ a sconfiggere la paura, per costruire un futuro piu’ sereno”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che, insieme a don Massimo Biancalani e all’assessore alla sicurezza Vittorio Bugli, si e’ recato a Catanzaro per incontrare il sindaco di Riace Mimmo Lucano e il presidente della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio, per testimoniare solidarieta’ e al tempo stesso confrontarsi con loro sul tema dell’accoglienza e sulle vicende che hanno visto coinvolte le realta’ di Riace e Vicofaro (a Pistoia). La ‘sfida’ lanciata da Mimmo Lucano ai due presidenti delle Regioni Toscana e Calabria e’ quella di rendere l’incontro di oggi storico, un punto di partenza per una nuova stagione delle politiche per l’immigrazione in Italia. Lucano ha esortato i due presidenti a partire dalle esperienze sorte spontanaente nelle loro regioni per mandare un messaggio all’Italia e al mondo su un tema che sara’ sempre piu’ centrale nella vita delle comunita’.
“Il tema dell’accoglienza deve essere gestito con la testa e guardando al futuro, non con la pancia”, ha detto Rossi dopo aver ascoltato le testimonianze di Mimmo Lucano e don Biancalani. “Non possiamo lasciare questi ragazzi per mesi fermi, dalla mattina alla sera, senza aver niente da fare. Non basta trovare loro ‘un posto’. Serve coinvolgimento, inserimento nella comunita’. In Toscana avevamo sperimentato un modello di inserimento a piccoli gruppi che stava funzionando bene, ma poi c’e’ stata la svolta con il passaggio totale della gestione dell’accoglienza alle prefetture. Abbiamo chiesto molte volte di trovare il modo per poterli far lavorare. Ma non e’ accaduto nulla di tutto questo. Questa gestione, assieme al clima ostile che si sta diffondendo, rischia di lasciare questi giovani allo sbando, facendoli davvero finire in luoghi degradati e mandandoli ad incrementare le fila di chi li recluta attivita’ illegali o per aver manodopera da poter sfruttare a bassissimo costo. Un fenomeno questo che non riguarda solo il Sud, ma anche la Toscana”. “Serie politiche di accoglienza – ha aggiunto – potrebbero inoltre rappresentare un’opportunita’ per frenare lo svuotamento di paesi che altrimenti rischiano di perdere servizi, come e’ avvenuto a Riace, oppure per ripopolare la dorsale appenninica, dove mancano coltivatori e persone che si occupano del mantenimento dei boschi, presidio contro il dissesto idrogeologico”.

“La svolta negativa e’ partita nel momento in cui, invece di essere orgogliosi dei salvataggi di migliaia di persone, si e’ incominciato a dire che le Ong erano taxi del mare”. Lo ha affermato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a Catanzaro, nel corso di una conferenza stampa sui temi dell’accoglienza. Rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla politica del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, Rossi ha poi aggiunto: “La definizione delle Ong come taxi del mare e’ stato l’inizio di una svolta, poi, a seguire, si e’ iniziato a parlare in modo falso di un’invasione e poi la capacita’ di usare un linguaggio brutale, trivio, spregiudicato, un linguaggio che ha trasformato le persone in oggetti e ha alimentato l’odio e l’aggressione. Ci sono tante, se non analogie, assonanze con altri periodi della storia: le stesse parole, le stese pulsioni razzistiche e antidemocratiche. Ma – ha rilevato il presidente della Toscana – non si puo’ solo subire: il bluff prima o poi si svela, le ruspe non risolvono nulla e i cittadini pian piano incominceranno a capire”. Secondo Rossi “le attuali politiche finiranno per creare condizioni ancora piu’ vaste di irregolarita’ e sbandamento, creando una situazione che se non verra’ affrontata con serenita’ e umanita’ rischia di riprodurre ulteriori lacerazioni. Con una politica intelligente, partendo da un sentimento positivo di umanita’ che sta nella nostra cultura, che sta nella Bibbia come nell’Odissea, da questo rito antico del Mediterraneo, si puo’ produrre vita, benessere, inclusione, confronto tra culture diverse, che puo’ essere anche problematico, ma – ha detto infine Rossi – non dobbiamo venir meno ai principi della nostra Costituzione”

 Lucano smentisce candidature, “mai avuto secondi fini”

“Non fa parte della mia natura avere secondi fini”. Lo ha affermato il sindaco sospeso di Riace, Domenico Lucano, a Catanzaro per una conferenza stampa nella sede della Regione, rispondendo a una domanda dei giornalisti su una sua possibile candidatura in occasioni di prossime tornate elettorali. “Non ho pensato per nulla a questo, da parte mia – ha rilevato Lucano – non c’e’ alcuna premeditazione, non fa parte della mia natura avere secondi fini. Sono convinto che da qualsiasi posizione si puo’ continuare a lottare per i diritti umani, per un’idea di societa’ piu’ giusta e per contribuire al riscatto della nostra terra. Provo orgoglio nell’operare e nell’avere rapporti umani senza secondi fini e senza pregiudizi”.