Sanità di Calabria,《Gratteri e Bombardieri, intervenite (se potete)…》

La deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia, Jole Santelli, rilancia e "irrobustisce" l'allarme e la proposta della Cgil: della situazione fuori controllo se ne occupi la Dda

《Devo dare atto alla Cgil regionale, stavolta l’originalità e il “peso” della giornata è suo, d’aver sollevato e proposto una svolta clamorosa rispetto al tema della sanità in Calabria: se ne occupi la Dda. Ecco, se possibile, mi associo. Lo chiedo anche io. E per tante ragioni》. Jole Santelli, deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia, non solo apprezza il contenuto della sortita della Cgil ma naturalmente ci va dentro, “oltre”. E spiega il perchè. 《La sanità in Calabria occupa e in ogni caso controlla il 90% del bilancio complessivo della Regione – dice la deputata azzurra -. Qualcosa di immenso e di incontrollabile in termini di malaffare, di clientele, di speculazione politica e industriale e sanche in termini di “appetiti” delle cosche. Come può del resto la prima mafia d’Europa rimanere estranea rispetto al principale flusso finaziario calabrese, pubblico e privato, e cioè la sanità? Impensabile – continua ancora Santelli -. E se il livello generale del controllo è quello “fotografato” da Scura in commissione al Senato, e ripreso dalla Cgil, come può restare confinato nelle investigazioni ordinarie questo immenso fiume di denaro fuori controllo e che poi molto spesso va a confluire nei grandi interessi criminali? È il caso di non dimenticare che una inchiesta “seria” non ha mai fatto luce sull’omicidio Fortugno. Che ha conosciuto la sua genesi proprio dentro gli interessi criminali che ruotano attorno alla sanità. Forse, e non è detto, abbiamo conosciuto chi ha premuto il grilletto. Ma mai chi glielo ha chiesto e men che meno perchè. Da allora solo piccole inchieste tutte “locali” e figlie di lotte di quartiere, politiche e criminali. Rese dei conti finite in qualche fascicolo. Ma mai – conclude Santelli – una vera e propria “consegna” della sanità calabrese e delle sue disgrazie e perversioni criminali direttamente nelle mani della Distrettuale antimafia. E chissà che non arrivi, da Catanzaro o da Reggio, la volta buona…》.