Raganello e infrastrutture, il governatore “chiude” il Consiglio

Con l’intervento del presidente della Regione, Mario Oliverio, si sono conclusi i lavori dell’odierno Consiglio regionale, che ha registrato un dibattito, lungo cinque ore, sul tema della sicurezza del territorio, originato dai tragici eventi del crollo del Ponte Morandi a Genova il 14 agosto e della tragedia delle Gole del Raganello il 20 agosto.

“Sono soddisfatto – ha detto Oliverio – perche’ con grande serieta’ oggi il Consiglio regionale si e’ dedicato a un tema vitale perche’ in Calabria il livello dei rischi e’ molto piu’ elevato rispetto al resto del paese. A questa debolezza la Calabria somma anche un limite culturale perche’ il rischio e’ stato aggravato anche dall’uomo e spesso la rincorsa al consenso ha prodotto guasti e ferite profondi”. Il governatore si e’ in primo luogo soffermato sulle infrastrutture.

“Nel “Patto per la Calabria” e nella programmazione comunitaria, abbiamo messo in campo un progetto importante e un volume di risorse forse insufficiente ma importante, dell’ordine dei 400 milioni, per la difesa del suolo e la lotta al dissesto idrogeologico. Credo poi che sia necessaria un’inversione di rotta anche e soprattutto sul piano nazionale, perche’ storicamente il livello nazionale non ci ha garantito le risorse necessarie e l’attenzione necessaria anche sotto l’aspetto culturale. Abbiamo inoltre approvato – ha ricordato Oliverio – la legge antisimica suscitando molte pressioni di chi lamentava un blocco dell’edilizia. Se questo e’ il quadro, dobbiamo assumere con piu’ determinazione e convinzione il nostro percorso: il progetto “Calabria Sicura” e’ la premessa a ogni ipotesi di sviluppo della regione. In questo contesto si pone il problema delle infrastrutture: ho scritto una nuova lettera al ministro Toninelli per riproporre questo tema anche sotto l’aspetto delle risorse, con riferimento alle strutture viarie e ferroviarie”.

Il presidente della Regione ha poi evidenziato: “C’e’ il tema delle infrastrutture secondarie, comunali e provinciali, sul quale ho sempre puntato al merito anche litigando con governi del mio governo politico. Abbiamo un quadro difficile delle Province, che non hanno piu’ un euro per la manutenzione: e’ un problema che ho sollevato in Conferenza Stato-Regioni”.

“Il crollo di Genova – ha rilevato Oliverio – ha proposto questi temi ma ancora, devo dirlo, non vedo provvedimenti conseguenti, perche’ si sta discutendo solo su quella realta’ e non sul tema generale riproposto da quei fatti, cioe’ un programma straordinario per la messa in sicurezza delle infrastrutture in Italia. Mi auguro che con la legge di stabilita’, tra qualche settimana, questi problemi siano affrontati concretamente: noi insistiamo, vedremo. Partendo da qui dobbiamo costruire strumenti e programmi”. Quanto alla tragedia delle Gole del Raganello, secondo Oliverio “dobbiamo essere obiettivi e responsabili nelle valutazioni e non farci travolgere dalle vulgate mediatiche. Non si puo’ scaricare tutto sui sindaci, ne’ si puo’ essere profeti postumi, cioe’ dopo che i fatti sono accaduti, perche’ chi ha una responsabilita’ di governo o istituzionale ha la responsabilita’ morale di non averla affrontata prima quella situazione. Siamo in un paese in cui l’escursionismo, diventato veicolo del turismo e anche un fattore economico com’e’ del resto a Civita, richiede con urgenza una regolamentazione nazionale, senza scaricare sui sindaci che sono sul territorio”. A parere del presidente della Regione “la vicenda del Raganello e’ stata un fatto straordinario come ci hanno raccontato gli anziani del posto. E il povero sindaco di Civita, Tocci, su cui si e’ concentrata una polemica assurda, ha detto che non c’era una goccia d’acqua mentre sopra si scatenava l’inferno. Al di la’ dell’allarme rosso o giallo, un evento straordinario di quella dimensione deve indurci a stare attenti a utilizzare anche i suggeritori interessati di argomenti, perche’ si scopre la vicenda dei pluviometri solo ora che e’ in corso la gara per adeguarli, mentre per anni nessuno ne ha parlato. I profeti postumi – ha aggiunto Oliverio – non devono indicare i capri espiatori, questo e’ inaccettabile. Invece, c’e’ un problema e va affrontato: partendo da questa vicenda sul Pollino, che e’ il piu’ grande parco d’Europa va costruito un progetto nazionale per l’escursionismo. Qualche giorno fa fa ho sentito il ministro e gli ho riproposto questo tema, siamo disponibili a un confronto nel quale porteremo le nostre proposte”. Tracciando, infine, un bilancio sulla seduta odierna del Consiglio regionale, il presidente della Regione ha parlato di “discussione importante perche’ offre spunti per definire e rafforzare gli strumenti e per assumere sempre piu’ il tema della sicurezza del territorio come centrale. Anche la programmazione che abbiamo definito, dal Piano trasporti alla legge urbanistica, e’ un tassello di un disegno piu’ ampio. Ci sono ancora tanti problemi aperti, ma – ha concluso Oliverio – siamo sulla strada giusta”.