Fusione dei Comuni, sindaco Acquaformosa scrive a colleghi Firmo e Lungro

“Cari Sindaci, da inizio anno sono sempre piu’ i comuni, specie quelli di piccoli dimensioni come quelli da noi amministrati, che hanno deciso di intraprendere la strada della fusione, spinti non solo dalle forti incentivazioni garantite da leggi nazionali e regionali ma anche e soprattutto dalle tante difficolta’ con cui siamo chiamati a confrontarci quotidianamente nel tentativo di riuscire a garantire qualche servizio pubblico essenziale e dare un minimo di risposte alle legittime istanze che provengono dai nostri cittadini”. Esordisce cosi’ il sindaco di Acquaformosa (Cosenza), Gennaro Capparelli, in una lettera inviata ai primi cittadini dei Comuni limitrofi di Firmo e Lungro nella quale li invita a prendere in considerazione l’idea di una fusione tra i piccoli centri, tutti di etnia arbereshe. “Negli ultimi anni evidenti e drammatiche sono state le ricadute negative su tutte le attivita’ economiche del nostro circondario: edilizia, ristorazione, agricoltura, allevamento, artigianato e terziario – si legge nella missiva – causando una forte contrazione economica. E’, dunque, necessario che le strutture pubbliche, in particolare i Comuni, si organizzino in modo sinergico, per stimolare una ripresa economica, fornire servizi decenti e sostegno amministrativo ad una societa’ profondamente mutata ed ancora in fase di mutamento”. “Ad avviso dello scrivente, se si vuole veramente affrontare il drammatico contesto nel quale viviamo il primo passo da compiere deve essere la fusione dei nostri tre Comuni – Acquaformosa, Firmo e Lungro – per formare unico grande ente ben definito geograficamente – continua la lettera – e con una forte identita’ di appartenenza alla cultura, alla lingua ed alla etnia arbereshe; solo cosi’ si potranno dare risposte concrete a tutte le problematiche evidenziate”. “In questo momento ai Comuni che si fondono di loro iniziativa lo Stato eroga finanziamenti straordinari pari al 60% dei trasferimenti erariali attribuiti per il 2010 per dieci anni. Nel nostro caso – scrive Capparelli – potremmo accedere ad un finanziamento di circa 1.700.000,00 in piu’ all’anno per 10 anni”. Il nuovo Comune, si precisa in fondo alla missiva, avrebbe una popolazione di circa 5500 abitanti.