Fondi periferie, Bruno Bossio: Comuni lasciati allo sbaraglio

“Nella colpevole complicità della deputazione calabrese di Lega e 5stelle si consuma da parte del Governo la gravissima sottrazione ai Comuni dei fondi destinati al recupero delle periferie. Non ha sortito, infatti, alcun effetto l’audizione odierna della delegazione di sindaci, guidata dal presidente Anci Antonio Decaro, a Montecitorio nell’ambito dei lavori congiunti della Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni, e della Commissione Bilancio”. Queste le parole di disappunto della deputata Pd Enza Bruno Bossio.

“Il Governo del disfattismo – prosegue Bruno  Bossio –  ha mantenuto la decisione contenuta nel decreto milleproroghe, ovvero quella annullare un investimento importantissimo fatto dai Governo Renzi e Gentiloni, finalizzato al recupero delle sacche più degradate delle grandi città sulla base di un sano principio di rigenerazione urbana ed emersione del disagio. A nulla sono valse le sacrosante ragioni di forma e contenuto esposte dagli amministratori: le convenzioni fra Stato e amministrazioni erano già state sottoscritte, in molti casi erano partiti gli appalti e, sulla base di questi finanziamenti, diversi sindaci avevano impostato la loro programmazione economica. Ora, con un colpo di spugna, rischiano di ritrovarsi con un buco nel bilancio”.

“In un colpo solo sono evaporati 3,8 miliardi, fra investimenti pubblici e privati, per un totale di 96 progetti: 110 milioni di investimenti pubblici solo in Calabria. Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria avevano messo in cantiere – ricorda la deputata democrat – progetti che per la prima volta da decenni avrebbero finalmente inciso sulle condizioni di pezzi interi di città, finora ingoiati nei “non luoghi” che sono le nostre periferie e che, invece, fino a ieri avevano un’opportunità di crescita e di emancipazione”.

“Ciò che colpisce è – conclude Bruno Bossio –  non solo l’assenza di qualunque forma di riprogrammazione ma il servile silenzio dei parlamentari calabresi di maggioranza: fino a ieri leoni ruggenti e censori irreprensibili e oggi agnellini belanti sulla pelle dei calabresi e dei loro elettori”.