Oltre (o anche senza) il Pd, cena tra oliveriani ortodossi

Rimpatriata "tattica" organizzata ieri sera da Sebi Romeo in un ristorante di Palmi

  Cosa non fa una tavola apparecchiata. E come resistere all’espansione delle trame e degli orizzonti specie poi se scende (inevitabilmente) del buon vino in gola. Si sono vinte (e anche perse) guerre sotto  l’impulso emozionale di una tavola apparecchiata  perché si riesce a diventare persino più amici attorno al convivio. Pesce di quello buono. Del vino abbiamo già detto.

La location la offre l’ineguagliabile cittadina di Palmi, siamo nel cuore della Piana di Gioia Tauro. Ristorante “Ancora d’oro”, alla Tonnara di Palmi non so se è chiaro. Se non siamo al “mare in tavola” ci manca poco. Del resto ha predisposto il tutto uno che di cose della zona se ne intende, Ciccio D’Agostino.

Sì proprio lui, ex vicepresidente del consiglio, poltrona che ha dovuto poi lasciare per “inciampi” che non hanno molto a che fare con missioni umanitarie, anche se poi il tutto pare essere rientrato. È della zona, D’Agostino. Se ne intende pure di pesce dal momento che è il dominus della “Stocco e Stocco”, ma non è certamente lui l’ideatore della rimpatriata a tavola tra oliveriani ortodossi.

È Sebi Romeo il trainer, il “commissario tecnico” della formazione che il capogruppo del Pd vuole organizzare a sostegno della ricandidatura di Oliverio.

Ovviamente per andare “oltre” il Pd. Anzi, se il Pd non c’è del tutto è meglio ancora.

Dal Tirreno allo Jonio reggino al cuore della provincia di Cosenza. È la più classica delle adunate con una particolarità in più, c’è anche “l’utilizzatore finale” a tavola. Sì c’è pure Mario Oliverio e come potrebbe non esserci del resto.

È a lui che Sebi vuole intestare il prototipo del “modello Locri”, battezzato (e già sconfitto) dietro le urne del 10 giugno. Lo schema è quello, però. Regnanza politica di ogni colore e grado (“inciucione”) ben riconosciuta e riconoscibile che leva un vestito, quello classico, per indossarne un altro, quello del civismo

Così più stiamo e meglio stiamo e soprattutto senza limiti d’ingresso. Oltre il Pd, appunto. Meglio ancora senza del tutto con Romeo a perfezionare l’operazione “eutanasia” del partito già a buon punto in consiglio regionale. Ma bisogna organizzarsi per la rivincita di Oliverio.

Il tempo c’è ma non è tantissimo. Occorre gente “oliveriana ortodossa” e che condivida con Sebi la stessa idea di civismo e di Pd che se non c’è del tutto, è meglio.

Ed è per questo che alla Tonnara di Palmi c’è anche Michele Mirabello ma ci sono soprattutto Orlandino Greco, Giuseppe Aieta e Giuseppe Giudiceandrea. L’esercito “cosentino” di Oliverio alla tavola imbandita di Sebi e D’Agostino. Si organizzano anche così, le truppe. Con il buon pesce e il buon vino. Gli adepti non tarderanno a crescere. Il modello (già sconfitto dalle urne) è pronto…

I.T.