Pittella (Pd): nel contratto di governo nulla sul Sud, gravissimo

"Mezzogiorno utilizzato solo con bacino elettorale"

Gianni Pittella

 “È gravissimo che nel contratto di governo non vi sia un capitolo dedicato al Mezzogiorno di Italia. L’agenda politica di Salvini e Di Maio è completamente priva di attenzione ai problemi del sud del Paese, come è sempre accaduto nella migliore tradizione leghista”. Lo ha detto il capogruppo della Commissione Speciale Gianni Pittella, commentando la bozza del contratto tra Lega e M5s. “Il Sud – sottolinea il parlamentare dem – non può essere utilizzato solo in campagna elettorale come bacino di voti. Chi ha chiesto e ottenuto la fiducia degli elettori, chi ha denunciato con il megafono che troppe famiglie nel Mezzogiorno vivono in uno stato di povertà e persino di miseria nera, in che modo pensa di superare il divario così marcato con il Nord? La nostra è una nazione che corre a due marce e ciò è tanto più grave perché senza uno sviluppo più forte e unitario del mezzogiorno non crescerà l’intero Paese. Abbandonare il buon lavoro sinora fatto, non prevedere di sanare il deficit infrastrutturale materiale e immateriale, di istituire le zone economiche speciali a fiscalità di vantaggio, di programmare una politica euromediterranea con lo sviluppo adeguato di porti interporti e aeroporti, non contemplare l’estensione dell’alta velocità ferroviaria fino a ReggioCalabriae in Sicilia – conclude Pittella – è una colossale miopia politica ed economica e una assoluta assenza di visione”.

Fondi Ue, pagamenti agricoli: Sardegna regione più virtuosa nel 2018, Calabria tra le peggiori

Fondi Ue, pagamenti agricoli: Sardegna regione più virtuosa nel 2018 Nel primo trimestre di quest’anno Roma, 17 mag. (askanews) – Balzo in avanti della Sardegna nella classifica delle Regioni più virtuose sul piano dei pagamenti delle Misure del PSR 2014-2020: in testa rispetto a tutte le altre nel primo trimestre 2018 e terza, dopo la Provincia autonoma di Bolzano e il Veneto, sul totale percentuale della spesa agricola erogata dal 1 gennaio 2016. Con il regime dell’N+2 (due anni in più concessi da Bruxelles a tutti i componenti dell’UE per completare la spesa sulla programmazione 2007-2013) il vecchio PSR si è infatti chiuso il 31 dicembre 2015. I dati sugli andamenti della spesa sono stati elaborati dalla Rete rurale nazionale, organismo terzo che monitora le attività dei PSR in Italia. Con 1miliardo e 308milioni di euro, la Sardegna ha il quarto Programma di sviluppo rurale più ricco dopo Sicilia, Campania e Puglia. Primo trimestre. Con 77milioni 782mila e 403,01euro la Sardegna è la Regione d’Italia ad aver speso di più nei pagamenti sul Programma di sviluppo rurale dall’1 gennaio al 31 marzo 2018. A seguire la Campania con poco più di 58milioni, la Sicilia con 56,8, l’Emilia Romagna con 38,8, il Veneto con 38,4milioni e laCalabriacon poco più di 38milioni di euro. Buona parte delle erogazioni destinate al mondo delle campagne isolano, nel trimestre in questione, hanno riguardato le Misure dell’Indennità compensativa per le zone montane o svantaggiate, il Benessere degli animali, la Difesa del suolo e gli aiuti agli Investimenti nelle aziende agricole. – La Sardegna terza su tutto il PSR. La classifica delle realtà più virtuose del Paese, riguardante la spesa percentuale già effettuata fino al primo trimestre 2018 sull’ammontare totale dei PSR, è aperta dalla Provincia autonoma di Bolzano con il 39,63% (143,3milioni di euro liquidati). Al secondo posto c’è la Regione Veneto con il 32,53% del PSR mandato in pagamento e quindi con 380,2milioni di euro già spesi. Segue poi la Sardegna che, con oltre 315milioni, raggiunge quota 24,40% delle risorse erogate 31 marzo 2018. Al quarto posto la Provincia autonoma di Trento con il 23,44% e 69,7milioni spesi, quindi laCalabriacon il 22,10% e 240,7milioni di euro e l’Umbria che, con il 20,73% e 192,4milioni utilizzati, chiude la prima parte della classifica. Tutte le altre Regioni si attestano tra il 10 e il 20% delle risorse spese, ad esclusione di Campania (9,28%), Marche (8,73%), Friuli Venezia Giulia (6,14%) e Liguria (5,59%) con appena 17,3milioni di euro mandati in pagamento fino al 31 marzo 2018. Al 30 aprile di quest’anno, con l’aggiornamento mensile, la Sardegna ha speso un totale di 328milioni 267mila e 674,46euro, raggiungendo il 25,42% e confermandosi al terzo posto su base nazionale. Tenuto conto delle direttive Comunitarie, tutti i Paesi membri possono usufruire, per il completamento della spesa delle risorse di questa programmazione, dello strumento dell’N+3: tre anni in più rispetto alla scadenza fissata al 31 dicembre 2020 che sposta il termine di chiusura al 31 dicembre 2023.