E Gratteri fa il pieno nella “tana del lupo”

Bagno di folla a San Giovanni in Fiore per il procuratore capo di Catanzaro

San Giovanni in Fiore ha vissuto una giornata che difficilmente finirà nel dimenticatoio. Invitato dai licei, nella persona del dirigente scolastico Angela Audia su input dell’insegnante di Maria Gabriella Milinterno, è giunto nella capitale Silana il Procuratore della Repubblica di Cosenza Nicola Gratteri che ha tenuto una sorta di lezione congiunta per circa 600 ragazzi. Nel presentare l’illustre ospite Audia ha rimarcato il ruolo fondamentale dell’onestà anche e soprattutto nei nostri giorni e nell’attuale panorama politico. A qualche “reuccio” del posto saranno fischiate le orecchie. Il sindaco di San Giovanni in Fiore Giuseppe Belcastro ha portato il saluto della sua comunità e subito dopo Gratteri ha iniziato il suo intervento incentrato essenzialmente su due punti: la non convenienza a delinquere e il suo essere contrario alla legalizzazione della droga. Il silenzio quasi mistico che avvolgeva l’Abbazia Forense ha fatto da sfondo alle parole pesanti come macigni di Gratteri che ha richiamato più volte la necessità di vivere nell’onestà e l’obbligo di resistere alle facili tentazioni che la ndrangheta offre quotidianamente. “I facili guadagni non sono il senso della vita perché ti trasforma i pensieri e muta la tua filosofia e anche generare figli diventa non un atto d’amore, ma l’esternazione di un potere effimero e dannato”. Ne ha per tutti Gratteri che non risparmia critiche a politici, alle famiglie e finanche alla Chiesa, anche se quest’ ultima sembra aver invertito una tendenza che si era fatta privolosa. Dopo il suo lungo intervento, il Procuratore si è sottoposto al fuoco di fila di domande degli studenti. Rispondendo ad una domanda ben precisa Gratteri ha affermato che l’infiltrazione ndranghetista nrlle amministrazioni locali è aumentata negli ultimi anni a causa del modus operandi di molti politici che sin da quando sono ancora candidati si rivolgono a pacchetti di voti che poi presenteranno inevitabilmente il conto sotto forma di appalti, tangenti e corruzione di ogni tipo. “Nel corso di questi anni ho ricevuto tante intimidazioni, tante minacce e spesso ho avuto paura, ma mai e ripeto mai mi è balenata l’idea di mollare perché non potrei mai vivere una vita da vigliacco”. Ad una domanda di uno studente, infine, Fraterni ha detto che non accetterebbe mai un invito a ricoprire un ruolo politico. “Sono un felice Procuratore della Repubblica”. Forse, c’è da dire, che nella fauna politica di oggi non ci sarebbe posto per una storia come quella di Nicola Gratteri.

Fiorenzo Pantusa