Giro d’Italia, la caduta di stile della Rai. Anzaldi (Pd): si apra una commissione d’inchiesta

Per il componente della commissione parlamentare di vigilanza dei servizi radiotelevisivi: "Gravi errori e informazioni parziali sono state date nella cronaca dell'evento a proposito della nave dei veleni, caso chiuso nel 2009 dall'Antimafia di Piero Grasso. La Rai si scusi e apra un'indagine interna e rimedi al danno d'immagine". E Magorno prepara un'interrogazione parlamentare

Brutta caduta della Rai durante la telecronaca del Giro d’Italia lungo la costa tirrenica calabrese.
Il giornalista, durante il passaggio della tappa a Cetraro, ha ricordato agli italiani che si tratta della “località nota per la cosiddetta nave dei veleni”.
Apriti cielo. Sui social è partito un coro d’indignazione collettivo, dai semplici cittadini a finire al Governatore della Regione. Ad accomunare tutti, lo sdegno nei confronti delle parole proferite dal telecronista Rai, reo di aver dato l’ennesima immagine, non veritiera, distorta della Calabria.
Dure le parole del Governatore: “Ho parlato con i responsabili del servizio Rai del Giro d’Italia – ha dichiarato Oliverio – chiedendo una immediata rettifica delle notizie che hanno riguardato una vicenda archiviata dalla magistratura antimafia ormai molti anni fa. Il Giro d’Italia, che e’ un veicolo di promozione del territorio – e per questo sostenuto dalla Regione Calabria – non può trasformarsi in uno sfregio per questa terra tra l’altro riportando notizie smentite dagli organi giudiziari e ormai datate negli anni. Sarebbe stato opportuno, invece, parlare di Cetraro ed esaltare il riconoscimento della Bandiera Blu ottenuto proprio qualche giorno fa. Cetraro, infatti, si pone tra le mete turistiche più importanti della nautica internazionale come il riconoscimento ottenuto dimostra. Così come confermatomi degli organizzatori del Giro d’Italia – conclude Oliverio – attendo fiducioso una rettifica riparatoria di un danno arrecato ad una splendida localita’ turistica calabrese qual è Cetraro”.
La protesta eclatante, a dirla con il linguaggio del web, virale, è arrivata fino a Roma.
Ad intervenire su twitter, Michele Anzaldi, deputato PD e componente della commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi che ha annunciato “un’indagine interna”.
Chiaro il suo tweet: “Tappa calabrese del Giro d’Italia: gravi errori e informazioni parziali nella cronaca a proposito della nave dei veleni, caso chiuso nel 2009 dall’Antimafia di Piero Grasso. La Rai si scusi e apra un’indagine interna e rimedi al danno d’immagine”.
Un danno non di poco conto, visto la stagione estiva alle porte e c’è chi sui social azzarda l’opportunità di ” chiedere un risarcimento danni d’immagine al telecronista e, per responsabilità oggettiva, alla Rai.
Non è dato sapere se il cronista abbia “reperito” le informazioni in autonomia o se ci sia stato qualche suggeritore tra i colleghi locali.

Non lascerà cadere a vuoto la protesta di oggi, il senatore Ernesto Magorno:  “Informerò subito il Governo della vergognosa telecronaca fatta oggi in occasione della tappa calabrese del Giro d’Italia. Risulta  inaccettabile la ricostruzione e il racconto che sono stati fatti nel corso della cronaca dell’evento sportivo; è stato inferto un danno di immagine grave alla Calabria e in particolare alle comunità del litorale tirrenico cosentino, del quale la Rai sarà chiamata a rispondere in tutte le sedi. A partire dal Parlamento, che sarà investito della vicenda da un’interrogazione che mi appresto a presentare per chiedere come sia possibile che il servizio radiotelevisivo pubblico scada nella disinformazione e nei più retrivi luoghi comuni, finanche nel resoconto di eventi sportivi”.