Direzione Pd, i calabresi compattamente “renziani”

Antonio Viscomi, Enza Bruno Bossio, Ernesto Magorno

Niente “conte interne” alla Direzione di domani: lo “stallo” politico e’ “frutto dell’irresponsabilita’” di M5s e centrodestra; sì al confronto ma niente fiducia “a un governo guidato da Salvini o Di Maio”. Ci sono anche Magorno, Bruno Bossio e Viscomi tra i 100 parlamentari firmatari del documento che sarà presentato dai renzioni nella direzione del Partito Democratico di domani.

Al momento sarebbero state raccolte le firme di 77 deputati su 105 e 39 senatori su 52. Tra i firmatari anche i capigruppo Delrio e Marcucci.

“Siamo parlamentari eletti con il Pd e membri della Direzione – esordisce il Documento – Proveniamo da storie e percorsi diversi. Non sappiamo se il prossimo congresso ci vedrà sulle stesse posizioni o se, del tutto legittimamente, sosterremo candidati diversi. Pensiamo tuttavia che tre punti chiave ci uniscano in modo forte”.

“1. Crediamo dannoso – si legge ancora – fare conte interne nella prossima Direzione. E’ più utile riflettere insieme sulla visione che ci attende per le prossime sfide e sulle idee guida del futuro del centrosinistra in Italia. 2. Crediamo che lo stallo creato dal voto del 4 marzo sia frutto dell’irresponsabilità del Centrodestra e del Movimento Cinque Stelle che con la loro campagna elettorale permanente hanno messo e stanno continuando a mettere in difficolta’ il nostro Paese. 3. Crediamo che il Pd debba essere pronto a confrontarsi con tutti, ma partendo dal rispetto dell’esito del voto: per questo non voteremo la fiducia a un governo guidato da Salvini o Di Maio. Significherebbe infatti venire meno al mandato degli elettori democratici. E’ utile invece impegnarci a un lavoro comune, insieme a tutte le altre forze politiche, per riscrivere insieme le regole del nostro sistema politico-istituzionale”, conclude il documento.