Casali del Manco la linea del fronte. L’ultima sfida di Guccione, Giudiceandrea e Bevacqua

Tre consiglieri regionali di peso del Pd si “alleano” per conquistare il municipio figlio della storica fusione tra 5 Comuni presilani. E per sferrare, soprattutto, l’attacco finale all’asse Oliverio-Adamo...

Mimmo Bevacqua

Come la seconda battaglia del Piave. O altrimenti detta “battaglia del solstizio”. Siamo nel giugno del 1918 e neanche i soldati italiani più irriducibili potevano immaginare che si stava giocando proprio lungo quel perimetro niente di meno che l’intera Prima guerra mondiale. La linea del fronte del resto questa è, simbolicamente. Non la organizzi mai prima, te ne accorgi strada facendo quanto vale. E se sei un “soldato” vero, ti organizzi.

Carlo Guccione

Carlo Guccione, Giuseppe Giudiceandrea e Mimmo Bevacqua la loro linea del fronte l’hanno già intuita e circondata con filo spinato. Di quello doppio. Si erge sulle colline presilane, è zona “rossa” questa ma non franca per tutti. E soprattutto, è perimetro “storico” adesso perché a giugno si vota il primo sindaco e il primo consiglio comunale dalla sua genesi. Stiamo parlando di Casali del Manco, fusione memorabile di cinque municipi della cintura presilana con vista sulla valle di Cosenza.

Giuseppe Giudiceandrea

C’è da mettere al collo la prima fascia tricolore ma come si fa a non rintracciare pure, giocandoselo a tutto campo, un robusto “avviso ai naviganti” in direzione delle regionali del prossimo anno? Della serie, un collegio del Cosentino passa quasi del tutto da queste parti e vorrei vedere se c’è qualcuno che se la sente di ridurre il tutto (che non sarebbe poco di per sé) alla prima fascia tricolore da stringere al collo del primo sindaco di Casali del Manco.

Che sia di estrazione e sangue “rosso” la zona di per sé può contare come il due a briscola, di questi tempi. Avete mai sentito parlare di Di Maio o Salvini senza confini? E tuttavia i “nostri” del posto sono convinti che è dentro il perimetro annoiato del Pd che si consuma e si consumerà la partita e allora che seconda battaglia del Piave sia. Ognuno ha la “sua” Prima guerra mondiale da vincere e se gli obiettivi coincidono, perché no. Uniti da un inseparabile destino? Può darsi, ma non del tutto. Amici per la pelle? Non esageriamo. Non c’è due senza tre? Può essere la formula vincente. Non è certo il caso qui di stilare classifiche di “peso” fra i tre, ci siamo capiti. Sarebbe indelicato. Certo è che ognuno ha il suo profilo e il suo livello mediatico di “battaglia” espresso in questi anni non solo in consiglio regionale. E certo è pure che è in quota Carlo Guccione il candidato a sindaco attorno al quale poi s’è composta e allineata (e coperta) la triade. È Iazzolino la testa di ponte, la linea del fronte. È lui il candidato a sindaco che deve battere non tanto e non solo quello del Pd “ufficiale”, Martire. Ma deve battere chi ne potrebbe trarre immediati benefici in chiave regionale, e cioè Guglielmelli. E deve battere il metodo che lo ha generato e cioè, a rileggere le parole di Giudiceandrea, un partito che si è chiuso in se stesso e non ha celebrato primarie e non ha ascoltato nessuno. C’è un terzo e per la verità primo e per l’esattezza a forma di “coppia” di obiettivo che i tre consiglieri regionali devono abbattere. È il duo Adamo-Oliverio, una coppia che non ha certo bisogno di presentazioni. Se la nomini a Carlo Guccione, il viso si contrae. A Giudiceandrea si fa storto almeno per metà. Bevacqua cambia discorso e inizia a parlare dei territori. Ma è lì che i tre devono andare a parare anche se con tecniche e liturgie differenti.

La battaglia a fianco di Iazzolino (che nasce come nomination di Guccione, che è da un pezzo che si pone anche in consiglio come controaltare di Oliverio “minacciando” di sfidarlo anche nelle primarie) è di forma e di sostanza. Un municipio e un bilancio tutto nuovo non si lasciano a nessuno facilmente, tanto per cominciare. Poi c’è la rivalsa contro le tecniche del Pd provinciale. E poi c’è da bloccare proprio Guglielmelli che non aspetta altro che esibire questo “trofeo” per avanzare pretese di candidature per le elezioni regionali del prossimo anno. E qui entrano in gioco Giudiceandrea e Bevacqua, che anche e soprattutto su questi territori insistono con le loro schede. E se Iazzolino è un sindaco guccioniano e il collegio silano è meglio tenerlo libero per le scorribande tanto di Giudiceandrea (sua la legge per la fusione dei cinque Comuni) che di Bevacqua (vade retro Guglielmelli) perché non rintracciare infine un terreno comune, e primordiale, per la “seconda battaglia del Piave”?

Ed eccolo servito. Abbattere l’asse Adamo-Oliverio, per il bene e la convenienza di tutti. È qui, in questo asse, che si genera il “carburante” per Guglielmelli. Ed è qui, in questo asse, l’architrave per la ricandidatura di Oliverio al prossimo giro. E su questo Guccione ha già detto la sua fino alla noia mentre gli altri due, fingendo di cambiare discorso, iniziano a fischiettare..

D.M.