Calatrava e il ponte che non ha unito: la svolta a destra risuona il “campanile”

Nell’ottica dell’alternanza, e immaginando che Cinquestelle continui a giocare a perdere, il centrodestra calabrese scalda i motori in vista delle regionali del prossimo anno. E stavolta Catanzaro rivendica: basta con Cosenza. C’era una volta Sergio Abramo a braccetto di Occhiuto all’inaugurazione del ponte...

Mangialavori

Il “campanile” con i rintocchi a destra. O, se preferite, la svolta (probabile) a destra risuona il “campanile”. Se non siamo ai derby delle curve degli anni Ottanta, con Catanzaro e Cosenza cugine col coltello nella tasca, poco ci manca. Perché di una cosa si sono ormai convinti dalle parti del capoluogo: con Cosenza al comando si chiude qui, altre urne altro giro.

Il punto, il nodo, non è stato affrontato ancora nella sua forma ufficiale. Vertici veri e propri non ne sono stati celebrati o messi in agenda ma il lavoro sotto il tavolo è iniziato da un pezzo. Come è noto i “tavoli” si apparecchiano per solito quando il più è consumato, quando l’unico spazio che rimane è quello dedicato alle liturgie così da irrobustire di formalità la faccenda. Ma è prima, molto prima, che si fa il “brodo”.

E poi c’è l’incognita del voto politico drammaticamente anticipato a luglio o ad ottobre a tenere ancora sospeso il grosso della partita, ovviamente se la crisi politica nazionale non dovesse risolversi. Alcuni dei potenziali contendenti per la presidenza della prossima Regione, all’interno del centrodestra, potrebbero essere tentati dall’ingresso o dal ritorno in Parlamento così come potrebbe anche accadere il contrario e cioè che chi si è seduto per poche settimane in questa legislatura, sempre tra i banchi del centrodestra, potrebbe essere tentato invece dalla conquista della Cittadella. Porte girevoli, si facevano chiamare una volta ma più o meno il concetto quello rimane.

L’unico dato certo è che il gran ballo del centrodestra calabrese per la conquista della poltrona che oggi è di Mario Oliverio è iniziato. C’è chi lavora in proprio, in gran silenzio. E chi si muove in gruppo. Chi manda allo scoperto l’altro per non farsi scoprire, della serie se si deve bruciare uno ora eccolo. E chi si dedica intanto allo sbarramento del nemico depistando e puntando su altre figure. Ma è il “derby” a tenere banco, questo è sicuro. E con Reggio evidentemente fuori campo e fuori pista in materia di centrodestra, rientrerebbe semmai in gioco con il campo avverso, è Catanzaro a fare la voce grossa. Al punto che non sapremo mai se il diniego, il passo indietro e clamoroso di Mario Occhiuto nella corsa alla presidenza (da lui stesso invece precedentemente annunciata) è stato dettato anche dall’autentico sbarramento trovato nella città dei “tre colli”. Con il sindaco Sergio Abramo in testa a giocare la silente partita della rivincita 14 anni dopo la batosta subita da Agazio Loiero (nel 2005).

C’era una volta l’abbraccio tra le due fasce tricolori lungo il ponte di Calatrava inaugurato a Cosenza. In maniche bianche di camicia. Quando si dice che ci sono anche ponti che non uniscono. Da allora altro film e altra storia e soprattutto altri scenari. Con Sergio Abramo in gran silenzio a seminare per la sua prossima avventura (con la rivendicazione del capoluogo nella bandiera).

Al suo fianco Mimmo Tallini e persino Piero Aiello, tutti più o meno con il vessillo di “Cosenza no, stavolta”. Ovviamente è parvenza pure questa, non è squadra compatta quella “giallorossa” né potrebbe esserlo. È posizionamento. Perché né Tallini, né tantomeno Aiello, si sbracciano per nessuno. Mimmo Tallini sa bene che non può ambire a tanto ma cerca garanzie quantomeno per una sua presidenza del consiglio. E Piero Aiello in cuor suo ci spera ancora nella sua nomination per la Cittadella anche se è sufficientemente navigato, e svelto, per rendersi conto da solo che è stato gettato in pista troppo presto per arrivare caldo caldo in tavola alla fine. Come se dalle sue parti e provenienze “politiche” ci fosse un’altra “pietanza” che ancora spera di essere servita alla fine e che ancora oggi non si scopre fintanto che è Catanzaro a rivendicare il comando. Ma se è alla griffe Occhiuto che il capoluogo deve rispondere riesce anche a far finta di convergere su Sergio Abramo, almeno per il momento.

Ed è tanto vero questo che da Cosenza lo hanno capito così bene che lavorano al depistaggio, al campo neutro, al “terzo” così non vince e non perde nessuno. Un terzo che non risponde alle logiche del capoluogo e che ha gioventù e futuro a sufficienza per stare in campo contro tutti.. Il riferimento poi nemmeno così velato corre verso Mangialavori, volto emergente del centrodestra che non dispiace a nessuno. Soprattutto a Mario Occhiuto che gli farebbe volentieri da vice alla Cittadella (con ampia delega) passando però da una sua elezione in consiglio regionale. Un nuovo “ponte” tra Vibo e Cosenza capace di passare sopra Catanzaro e in grado di far dimenticare gli abbracci su Calatrava.

Giochi di prestigio ancora, più o meno sopra o sotto il tavolo. Anche perché non sta scritto da nessuna parte che il centrodestra che verrà sarà per forza a trazione Forza Italia dalle nostre parti. Tutt’altro.

E se a Roma si mette in un certo modo ci sono altri scenari sullo sfondo a disposizione. Per esempio un ingresso prepotente nella contesa di Salvini con la Lega a braccetto con Fratelli d’Italia. Opzione, Wanda Ferro alla Cittadella naturalmente. Una delegazione proprio di Fratelli d’Italia pare abbia chiesto questo a Giorgetti nelle scorse settimane, una alleanza attorno al nome della Ferro costringendo Forza Italia ad accettare anche in nome delle diverse percentuali nazionali.

Giorgetti avrebbe risposto che in Calabria la Lega ha un suo segretario, Furgiuele, e che con lui bisogna trattare. A questo punto Ignazio La Russa (presente in delegazione) si sarebbe rivolto direttamente a Salvini scontrandosi però con la stessa risposta. In Calabria dovete parlare con Furgiuele. Ovviamente poi, da Furgiuele, non ci è andato nessuno perché era fin troppo chiaro a tutti che il suo era un nome a forma di scusa. Della serie, è troppo presto per incardinare partite del genere, meglio far finta che deve sempre decidere qualcun altro fintanto che non decide nessuno…

                                                                                                                         I.T.