Demolizioni di edifici storici, s’infiamma il dibattito

Demolizioni di edifici storici a Catanzaro e Cosenza. Si scatena il dibattito partendo da un post su Facebook dell'archeologo Battista Sangineto, gli replica il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto che però viene inchiodato da foto e prove su responsabilità dirette in merito. Abbattere o restaurare?

Demolizioni di edifici storici a Catanzaro e Cosenza. Si scatena il dibattito partendo da un post su Facebook dell’archeologo Battista Sangineto, gli replica il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto che però viene inchiodato da foto e prove su responsabilità dirette in merito. Abbattere o restaurare?

La discussione resta aperta. Come spesso accade ai giorni nostri alcune tra le discussioni più interessanti “partono” dai social per poi trasferirsi altrove.

A volte accade l’esatto contrario ma in entrambi i casi spesso e volentieri si passa attraverso la rete e in particolare i social. Sulla bacheca Facebook dell’archeologo cosentino e docente Unical, Battista Sangineto, è “partita”, e probabilmente è tuttora in corso, una discussione-dibattito sulle demolizioni di edifici nelle zone storiche di Catanzaro e Cosenza. In particolare la querelle ha preso particolare vigore dopo l’intervento del sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto.

DEMOLIZIONI, LO SCAMBIO DI BATTUTE SU FACEBOOK TRA SANGINETO E OCCHIUTO

Scriveva sulla sua bacheca l’archeologo Sangineto:

Il professore Battista Sangineto

“Anche a Cosenza, come molti di voi sanno, hanno già demolito alcuni palazzi, di fondazione perlomeno rinascimentale, nel cuore del centro storico di Cosenza, senza preoccuparsi di infliggere una ferita orrenda, dolorosa e non rimarginabile. Per il momento, per fortuna, pare che il Sindaco Occhiuto non abbia in progetto di far costruire negli squarci lasciati aperti su Corso Telesio dalle sue demolizioni, ma bisogna dare tempo al tempo. Quale genere di cultura spinge a demolire gli edifici antichi, testimonianza vivente della nostra storia, della nostra cultura, della nostra capacità di costruire e di vivere insieme nello spazio urbano? Quale cultura cittadina e di cittadinanza può spingere le Amministrazioni comunali a radere al suolo palazzi, Conventi, gruppi di abitazioni plurisecolari in nome di una pretesa, vacua ed orrenda modernità? Perché aumentare le volumetrie in città che si svuotano di abitanti e che hanno, secondo i dati Istat e Ispra, il maggior numero di abitazioni vuote, come quelle calabresi, in Italia?”.

Dopo alcune ore la replica del sindaco Occhiuto:

Mario Occhiuto

“Mi scuso per l’intrusione ma il “sindaco Occhiuto” non ha demolito un bel niente. Il Comune di Cosenza è intervenuto per mettere in sicurezza un edificio già crollato. Inoltre io sono un architetto che ha a cuore la conservazione dei beni culturali, eritengo che le demolizioni siano necessarie esclusivamente se finalizzate alla tutela e alla valorizzazione (culturale e sociale) dei luoghi. In altre parole si può demolire solo quando non c’è alcun interesse culturale, artistico e architettonico, e se è necessario per la sicurezza delle persone o utile a preservare la vita nei luoghi (evitando abbandono e degrado). In definitiva praticamente io credo che per conservare i centri storici sia necessario andare oltre il concetto di “tutela passiva” e fare riferimento a quello che oggi si può definire “tutela attiva”. Grazie mille”.

A quel punto il docente ha tirato fuori foto e colpo del ko:

“Gentile architetto Mario Occhiuto, mi pare di aver capito che preferisce farsi chiamare così invece che Sindaco, la ringrazio per essere intervenuto a proposito di questo argomento per me così importante. Vorrei ricordare, insieme a lei, che agli inizidi marzo 2017 sono stati rasi al suolo, dalla sua Amministrazione, alcuni edifici storici lungo Corso Telesio, via Bombini, via Gaeta -ma anche in via Santa Lucia- perché erano pericolanti e perché non avevano, a giudizio della sua Amministrazione, alcun pregio architettonico o storico-artistico, ma che andavano demoliti perché comportavano rischi per l’incolumità delle persone. Il 19 ottobre 2016 lei, architetto, aveva approvato una delibera che recitava: “Demolizione di opere per somma urgenza – Immobili siti in Cosenza – Centro Storico – Compresi tra Via Bombini, Via Gaeta e Corso Telesio”. L’importo totale dei lavori ammonta a 384.768,87 euro”. 

“La sua Amministrazione, dunque, ha usato centinaia di migliaia di euro del bilancio per radere al suolo case e palazzi della città antica invece di utilizzarli per metterli in sicurezza, magari in attesa di finanziamenti più cospicui per restaurarli, se proprio non fossero bastati quasi 400mila euro. Del resto non credo che lei possa invocare la motivazione dell’incolumità delle persone perché un intervento programmato dal 19 ottobre 2016, ma effettuato ben 5 mesi dopo, non può essere, è evidente a chicchessia, di “somma urgenza”. Per “somma urgenza”, dunque, lei, architetto, non solo ha fatto abbattere edifici che non erano neanche in parte crollati, come quelli che si affacciavano su Corso Telesio, ma che erano di antica fondazione e sotto ai quali è molto probabile che si trovino resti archeologici della “Consentia” prima bruzia e poi romana. Rinvenimenti come quelli degli imponenti ambienti di un bagno pubblico romano -in vico S. Tommaso, nel palazzo in cui si trova l’Assessorato alla cultura del Comune- a non più di 15 metri di distanza dall’altra demolizione effettuata con le ruspe dalla sua Amministrazione, in via Santa Lucia. Del resto, agli inizi del ‘900, l’archeologo cosentino, il Soprintendente Edoardo Galli, aveva trovato e segnalato, come forse lei sa, la presenza di possenti muri romani proprio sotto Palazzo Cosentini che è adiacente agli edifici abbattuti fra Corso Telesio, via Bombini e via Gaeta.architettonico. Gentile architetto, voglio credere che lei abbia davvero a cuore il centro storico di Cosenza, del resto è stato per molti anni il Presidente dell’Ordine degli Architetti e degli Urbanisti della provincia, e che da ora in poi voglia operare per il bene dell’immenso Patrimonio costituito dalla nostra antica città. Prometta ai cosentini di non abbattere nessun altro palazzo storico della città e si adoperi, ne possiede le competenze, per la ristrutturazione ed il rifacimento integrale della città vecchia”.

Il dibattito continua.