Un sms che allunga la vita

L’unica notizia certa nel lago putrido delle indiscrezioni che si rincorrono (un paio di queste le offriamo anche noi stamattina, sia pure in controtendenza rispetto a quanto pubblicato da agenzie di stampa e Corriere della Sera) è che Matteo Renzi ha (diciamo avrebbe…) inviato un sms negli ultimi giorni a tutti i parlamentari uscenti. Tutti ma proprio tutti, evidentemente anche a quelli conterranei. Banale ma anche perfidamente sottile la domanda contenuta nell’sms. Della serie, grazie per il lavoro fatto n qui, dove vorresti essere candidato per riprovarci? Banale, l’sms, nella parte in cui trascura (volutamente) che non può esserci posto per tutti. E banale anche nella illusione telefonica di potersi scegliere un seggio, meglio ancora se garantito con il listino. Ma delicato nella forma e comunque, come detto, anche perfidamente funzionale. Della serie, misurate da soli le vostre prete- se e soprattutto la sostenibilità delle stesse. In un delicato equilibrio tra peso speci co reale che siete in grado di esercitare sul campo (utile a Renzi che non può gettare nulla di questi tempi) e un autogiudizio sul bilancio da parlamentare uscente. Assai singolare il riassunto delle risposte di Calabria. Rapide, in taluni casi secche. In altri meditate no allo stremo dell’uso ermetico della parola. Renzi sapeva anche questo perché è ovvio che non terrà conto di nessuno degli sms di risposta ma li legge però. Eccome se si legge. Grazie di cuore ma ho già dato, è il tenore asciutto di un sms di un parlamentare uscente. Grazie del pensiero, fai tu io sono pronto ovunque (è invece il temerario approccio di qualcun altro). Poi c’è chi ha scritto «fai tu e grazie, ma gradirei se fossi candidato lì…». E c’è anche chi ha scritto «grazie di tutto, fai tu ma mi raccomando, ovunque ma non lì…».