Ospedale di Praia a Mare, 4163 prestazioni in due mesi

Gentile direttore,

Stimolato dall’intervento sulla stampa dell’on. Guccione, che faceva da cassa di risonanza alle lamentele del Nuovo DirettoreSanitario dell’Ospedale di Praia, riaperto per ordine del Giudice Amministrativo, ho voluto recarmi stamattina presso il nosocomio dell’altro Tirreno cosentino, in modo da poter verificare di persona se quanto dichiarato dal medico (“mi pagano per non fare nulla”) rispondesse a verità’. Di primo mattino e senza preavviso, nel giorno della festa dell’epifania, dunque, mi sono recato a Praia e qui tutto ho trovato tranne che un ospedale chiuso, obsolescente o inutile. In pronto soccorso i sanitari di turno erano alle prese con due interventi per fortuna da codice verde e la normale attività d’ospedale veniva svolta in locali puliti e non sovraffollati. Ho avuto modo poi di parlare con il Sindaco e con il DS facente funzioni, che dal giorno dell’apertura vera e propria dell’ospedale (23 ottobre u.s.) sostituisce il titolare (che mentre asserisce di essere pagato per non far nulla, risulta in infortunio dal giorno stesso del suo trasferimento da Cetraro a Praia, ovvero dal 28 di agosto del 2017). Ho conferito con alcuni medici di turno ed appreso che dal 23 ottobre l’ospedale ha fornito 4163 prestazioni, gran parte delle quali per cittadini provenienti dalla Basilicata (pare che prima della chiusura voluta da Scopelliti l’ospedale di Praia, munito tutt’ora di attrezzature d’avanguardia che fanno invidia all’HUB cosentino, fatturasse circa due milioni di euro d’utile all’anno, proprio in virtu del fenomeno dell’immigrazione sanitaria da Campania e Basilicata). Un ospedale perfettamente funzionante almeno per quelle che sono le funzioni fino ad oggi attribuitegli dall’ASP di Cosenza in virtù del provvedimento del Giudice. Pronto soccorso, radiologia, anestesia e rianimazione funzionano perfettamente (anche se sopravvive una sottoutilizzazione di una moderna risonanza magnetica da 1,5 Tesla, che potrebbe di molto alleggerire il carico di prenotazioni dell’intera provincia). Così come sono attivi gli ambulatori di quasi tutte le specialistiche. Ancora molto c’è da fare per portare a regime, dunque, questo moderno ed efficiente ospedale, utilissimo nel periodo estivo per sgravare del sovraffollamento quelli di Paola e Cetraro, ma soprattutto insostituibile per le peculiarità dovute alla sua prossimità con altre regioni del meridione d’Italia, ma sicuramente non sono vere le affermazioni di chi, probabilmente ritenendo ingiusto il proprio trasferimento a Praia, lamenta di non far nulla ma dimentica di essere in astensione dal lavoro per infortunio. A Praia si lavora, e tanto, e bene. Ed allora perché non affidare in via ufficiale e definitiva le funzioni (tutte), l’uso delle apparecchiature (tutte) al personale medico attualmente in forza al nosocomio? Perché forzosamente tentare di affidarsi a chi non vuole invece trasferirsi a Praia, sapendo che la cura per la riapertura di un ospedale deve essere condita da passione e dedizione e non solo da senso del dovere? A queste domande abbiamo il dovere di dare risposte, sia io che il collega Guccione, a nulla valendo falsi allarmismi, scandali inesistenti, giustificazioni, proclami o ricerche di alibi. Per ordine del Giudice l’ospedale di Praia e’ una realtà da curare, coltivare, migliorare nell’interesse della collettività dei calabresi, ai quali le dannose scaramucce e bagatelle politiche interessano ormai davvero poco. 

Giuseppe Giudiceandrea

consigliere regionale Dp