Oliverio, Adamo, Sculco e “quel” seggio

Enzo, padre del consigliere regionale, ha incontrato più volte il governatore negli ultimi tempi

Almeno due volte solo nell’ultimo mese. Senza contare una trasferta lampo a Roma nella quale direttamente Flora Sculco è stata messa nelle condizioni di venire direttamente a contatto con i vertici assoluti del Nazareno.

Tema di fondo degli incontri, manco a dirlo, una candidatura di Flora Sculco, consigliere regionale che negli anni ha mutato il suo atteggiamento politico nei confronti della regnanza regionale, direttamente per il Parlamento. Con la casacca del Pd, naturalmente. E quello che Magorno può solo annuire, o predisporre, poi è l’asse Oliverio-Adamo che deve concretamente realizzare dopo la ratifica sul territorio. Non senza “ricevuta di ritorno”, sia ben chiaro. Il più classico del do ut des in chiave jonica. Alla Camera tutti pazzi quindi per Flora Sculco nel Crotonese e nei 7 Comuni del Catanzarese inseriti nel collegio e lungo tutta la fascia jonica invece, per il Senato, tutti pazzi per Enza Bruno Bossio. E il ticket è fatto. Oliverio che prova a rilanciare il progetto dell’antica Kroton, salvo poi vederselo sbeffeggiato dal ministero di Dorina Bianchi, è solo l’antipasto anche perché le campagne elettorali vanno innaffiate per tempo lungo il territorio. Il resto lo fa anche con toni duri una direzione provinciale del Pd a Crotone nella quale Oliverio sostanzialmente intima i convenuti a convergere su Flora Sculco. Piaccia o no. Con buona pace di Nicodemo Oliverio che l’accordo a tre l’ha sempre subito e in una qualche misura temuto.

Ma quando s’è trattato di mettere nero su bianco è tra tre uomini che s’è consumata la faccenda. Prima a Crotone, sede del domicilio “fiscale” della griffe degli Sculco. Poi a Rende, girone di ritorno, hotel Europa per l’esattezza. Sempre loro tre al centro delle trattative. Enzo, il papà di Flora che la guida in ogni suo angolo di futuro. Mario Oliverio e Nicola Adamo, chi altri sennò. Due incontri solo nell’ultimo mese. Tra uomini (sia pure con risvolti al femminile in termini di benericiari) si fa presto e ci si capisce al volo. L’accordo si fa, si può sorreggere. Oliverio deve fare il suo, dalle parti della Cittadella. E Sculco il suo, dalle parti di casa sua. Il resto è un territorio che deve saper essere generoso prima e durante il voto. Finché non arriva il ciclone “Stige” a rimbalzare come una tempesta nella “notte” dello Jonio. E finchè come icona dell’azzeramento politico che si rischia non viene adottata l’immagine del presidente della Provincia di Crotone, e sindaco di Cirò, che si rifà totalmente alla corrente degli Sculco. Difficile immaginare cosa possa accadere ora. Certo è che lo scenario idilliaco dell’accordo si è quantomeno innervosito.

Intanto, il segretario del Pd Ernesto Magorno, fa sapere che «nessuna decisione sulle candidature durante gli incontri di Matteo Renzi con i segretari regionali Pd». È quanto si legge appunto in una nota del Pd. «In riferimento ad alcune agenzie che riferiscono di scelte sulle candidature emerse dagli incontri di ieri il Pd smentisce che siano state prese decisioni a riguardo. La giornata odierna per il gruppo della segreteria che ha incontrato i segretari regionali è stata di ascolto».