Rende, se non firma lui firma l’altro…

Sconcertante decreto del Comune che consente l’interscambiabilità dei dirigenti. «Sostituzione reciproca» per il settore Urbanistica e per quello dei Lavori pubblici

Il Comune di Rende

Se non firma lui firma l’altro. Quale è il problema e cosa c’è di meglio dell’interscambiabilità dei dirigenti di settore quando devono firmare.

La buonanima di Natuzza, sul dono dell’ubiquità, ci ha costruito una “fortuna”, naturalmente dal punto di vista della fede ci mancherebbe.

A chi non piacerebbe essere ovunque? E a quale amministrazione o regnanza o agglomerato decisionale non piacerebbe non dipendere dalla firma di uno solo per quel settore? Della serie, se quello non c’è perché è fuori o sta male o perché no, non se la sente di firmare un determinato atto ecco l’altro pronto. Firma lui al posto suo e il gioco è fatto.

Benvenuti a Rende, dove più o meno tutto è possibile negli ultimi tempi. Anche rendere interscambiabili le firme dei dirigenti di settore. E poco importa se proprio un settore deve controllare l’altro e se l’uno dipende persino dall’altro. Se non c’è un dirigente o se non vuole firmare firma l’altro, che problema c’è.
È del 29 novembre uno sconcertante (ma secondo noi inedito su scala nazionale) decreto dell’amministrazione comunale che consente proprio questo.

I settori interessati sono, manco a dirlo, Urbanistica e Lavori pubblici. E sennò quali altri consentono “miracoli” del genere.

Lo potete scrutare a fianco. Se non firma Azzato un atto del suo dipartimento, quello di Urbanistica, può firmare tranquillamente Minutolo che è dirigente dei Lavori pubblici. E, leggete leggete perché è questa la trovata geniale, se non c’è Minutolo o se non vuole firmare atti che hanno a che fare con il suo di settore, i Lavori pubblici appunto, ecco che può farlo al posto suo proprio Azzato.

E il gioco è fatto. Uno dei due sarà sano quel giorno. O non sarà partito. O se non se la sente di firmare ecco l’altro pronto. Difficile che nessuno dei due sia senza “penna” nella giacca anche perché pare proprio di capire che uno dei due è proprio dalla “penna” facile piuttosto.

E sennò perché questo decreto. E a chi obietta che un settore (Urbanistica) deve vigilare e dare l’indirizzo all’altro (Lavori pubblici) la risposta è secca. Rende non pone limiti alla provvidenza e può anche accadere che l’Urbanistica controlli se stessa o i Lavori pubblici non li controlli  nessuno. Dopotutto siamo a Rende…