Pd-Ap, l’accordo c’è. Le candidature no

Ernesto Magorno e Antonio Gentile

Se non c’è un “colpo di stato” nelle prossime ore, chiaramente usando questa impropria metafora estrema tanto è irrealizzabile la cosa, tra Ap e Pd si farà partita unica dietro le urne di marzo. Notizia vecchia questa, l’originalità non c’è mai stata dopo l’arrivederci “gentile” di Lupi e Formigoni in direzione di Berlusconi in vista delle regionali della Lombardia, soprattutto. Tutti gli altri invece, guidati dall’asse della “salute” formato da Lorenzin e Gentile, con quest’ultimo coordinatore nazionale e leader ormai per tutti, a marcare ad uomo il Pd e le sue debolezze (soprattutto in Calabria) intravedendo nella continuazione dell’esperienza attuale di governo a Palazzo Chigi il format ideale. Con Renzi ma anche senza di lui al timone perché non è solo nei con- fronti del segretario nazionale che i centristi investono a questo punto. Le soluzioni alternative non mancano, tutt’altro. Ieri proprio Gentile ha incontrato Ernesto Magorno cominciando a discutere dei collegi per Camera e Senato di Cosenza, Catanzaro e Reggio. Solo un cenno, niente di che. Non si è entrati nel merito anche percheé non è dato sapere come sarebbe andata a finire. Quel che è certo è che il tutto è stato rimandato a breve, giusto il tempo di mettere in ordine le cose. Poi si ricomincerà a trattare le postazioni, gli equilibri. I nomi preferiti. E qui Magorno e Gentile potranno trovarsi d’accordo, come potrebbero non trovarsi. Si vedrà. Non manca molto e le carte si scopriranno. E ognuno pagherà il suo dazio. E anche una alleanza nata per vincere potrebbe rivelarsi piena di spine…