Da ora in avanti sarà spettacolo

È fuor di dubbio che prima dell’avvio ufficiale della campagna elettorale suoneranno un po’ di campane. E schizzerà del fango. E qualcuno da dietro le quinte userà l’artiglieria pesante. Tutto questo come antipasto che però certe volte sa essere più corposo del pasto stesso. Poi toccherà ai bombardamenti incrociati della campagna elettorale, e qui siamo a gennaio inoltrato e ad eserciti interamente schierati, ma per certi aspetti diventerà scontata la rappresaglia. Quantomeno i contendenti saranno costretti a guerreggiare indossando una divisa che ora invece nascondono.
Detta in altri termini, è previsto da ora fino a Natale il piatto forte per i cultori della materia. Gli schizzi del fango più intrigante. Il veleno tra cordate, tra correnti, tra potenziali candidati e potenziali pericoli. Ed è innegabile che è dentro il verminaio del Pd che si nascondono le mosse più viscide per una ragione molto semplice. Non ha niente di meglio o di peggio, questo partito in termini di carrierismo e lotte di potere, rispetto agli altri e rispetto agli altri anche del recente passato. Ma è accaduta una cosa molto banale seppure deleteria negli ultimi anni. Ha sedimentato più aspettative di gestione reale del potere di quanto ne possa realmente conquistare. Ha lasciato intendere ai suoi di poter distribuire più posti di comando in futuro e prebende di quelle che si scorgono realmente all’orizzonte. E finisce inesorabilmente come quando si lascia una ciotola con del latte in una piazza piena di gatti. Il latte quello è, i contendenti pure. Il seguito non è né più né meno che lotta “felina” prima per la sopravvivenza e poi, se è possibile ma lo è sempre meno, per la conservazione della specie. Tutto come previsto. L’input parte da Roma, ovviamente. Le correnti e le cordate è da lì che si dispiegano. E il resto viene e verrà da sé. Non resta che stare coperti, allora. E per gli amanti dello spettacolo il divertimento è assicurato…