Oliverio non “riconosce” le parole di Lorenzin

Il governatore reinterpreta le frasi del ministro a proposito del commissariamento della sanità

Il ministro Beatrice Lorenzin, il governatore Mario Oliverio e il commissario alla sanità Massimo Scura

«Il ministro Lorenzin non ha parlato di prolungare il commissaria- mento della sanità calabrese, ma ha detto che ha istruito un dossier per il ministro Padoan ed il presidente del Consiglio Gentiloni che dovranno poi decidere il da farsi per la Calabria». Lo ha detto all’Agi il presidente della Regione Mario Oliverio intervenendo ieri mattina a Crotone ad una manife- stazione organizzata dall’amministrazione comunale. Peccato però che esattamente il giorno prima l’agenzia Dire, che non è più esoterica della prima e che ha comprovata esperienza su scala nazionale, ha mandato in rete quest’altra di dichiarazione del ministro Lorenzin a Rossano. Rileggetela e confrontatela con quanto detto da Oliverio nell’incipit. «Sulla necessità di un proseguimento della situazione commissariale in Calabria non ci sono dubbi. I numeri purtroppo non sono positivi, né dal punto di vista economico né da quelli dei Lea. Su questi ultimi ci troviamo di fronte ad una discrepanza dei dati che poi sono quelli sui quali dobbiamo fare una valutazione. Ne discuteremo in Consiglio dei ministri, soprattutto per garantire adeguati livelli di assistenza ai cittadini calabresi».

Avete letto bene. Oliverio dice che Lorenzin non ha mai detto che si deve prolungare il commissaria- mento mentre il ministro il giorno prima all’agenzia Dire, e ne abbia- mo dato conto an che ieri, ha detto esattamente il contrario. Come è possibile una cosa del genere? Oliverio non riconosce quelle paro- le? Non riconosce l’agenzia Dire? Lorenzin per caso le ha smentite? Siamo alla libera interpretazione delle frasi governative? Chissà dove sta la verità. Di sicuro qualcuno mente e alzi la mano chi s’è fatto una idea a proposito dell’identità. Oliverio ieri ha poi aggiunto che «a Rossano – ha detto ancora – ma lo aveva fatto già a Roma Lorenzin durante l’incontro ufficiale che abbiamo avuto, il ministro ha confermato le mie preoccupazioni sulla sanità calabrese che riguardano l’aumento dell’emigrazione sanitaria e l’indebitamento che lei ha sottolineato si è impennato ne- gli ultimi sei mesi. La invito ad andare ad analizzare il lavoro svolto dall’ufficio del commissario per capire i motivi di questa impennata nella spesa sanitaria. Troverà alcuni errori del commissario che hanno determinato questa situazione. Io non chiedo nulla, ribadisco che, come ha detto il ministro Lorenzin, Lazio e Pie- monte sono riuscite ad uscire dal commissariamento, ma aggiungo anche che la gestione commissariale in quelle regioni era stata affidata ai governatori Chiamparino e Zingaretti. Io chiedo che anche la mia regione sia portata fuori dal commissariamento, qui in Calabria invece sembriamo Gesù in- chiodato alla Croce essendo commissariati da sette anni. Auspico che il ministro Lorenzin porti il dossier al più presto in Consiglio dei ministri e che questo si determini». Come Gesù Cristo in croce, dice Oliverio. Che si aspetta un Cdm salvi co ma che, con ogni probabilità, non ci sarà se è vero Oliverio e Lorenzin come è vero che il 27 le Camere si scioglieranno e il governo ha ben altro da sistemare prima del voto. Al più, Lorenzin, si è impegnata a Rossano a «parlare con il presidente Gentiloni e con il ministro Padoan, questa è una decisione a tre – ha aggiunto Lorenzin – quello che mi sta a cuore è che ci sia una gestione manageriale, commissariale e della presidenza della Regione in armonia e dove si lavori per raggiungere gli obiettivi».

Stop. Oltre non è andata Lorenzin. A meno che non sia lei quella che a Rossano ha proferito queste paro- le ma una sosia con i capelli biondi come i suoi…