«Oliverio crea ingiustificato allarmismo»

Il commissario alla Sanità, Scura, interviene dopo le ultime uscite del governatore sui conti del settore. Il saldo per mobilità passiva «è censito fino al 2015 e migliora ma lo sapremo nel 2019». I Lea «cresciuti di 50 punti in 7 anni»

«Peggioramento dei conti 2017, calo Lea 2016 e crescita saldo mobilità. Sono queste le motivazioni principali con cui si chiede la fine del commissariamento della sanità. Detti così, i tre assunti fanno insorgere ragionevoli preoccupazioni, ma un minimo di approfondimento va fatto per evitare di cadere in un facile ma ingiustificato catastrofismo». Massimo Scura usa il fioretto per smontare il catastrofismo. E lo fa con la tecnica della dialettica negativa hegeliana. Tipo, ti dico esattamente quello che non deve essere per far sì che ciò sia. Si vuole uscire dal commissariamento? Bene, servirebbero dei bilanci in pareggio per due anni. Non basta? Occorre che aumenti il livello dei Lea. E Oliverio che fa, inneggiando che occorre uscire dal commissariamento? Esalta proprio le perdite di bilancio e i Lea che non migliorano. Quello che non deve accadere per uscirci per davvero dal commissariamento. E per Scura, con ironia, diventa facile intervenire… «Va detto innanzitutto, come peraltro scritto dall’Advisor al tavolo, che … “La variazione del saldo della mobilità è determinata da aggiornamenti degli anni di competenza dal 2013 al 2015”. In parole povere la mobilità passiva rappresenta lo strascico della gestione sconsiderata (che purtroppo si trascina ai giorni nostri) precedente alla gestione della struttura commissariale attuale iniziata a marzo 2015. Oggi abbiamo certezza che nel 2017 la mobilità passiva si ridurrà di almeno 10 mil/. Infatti – aggiunge il commissario – gli investimenti nel settore cuore, a cominciare dalla cardiochirurgia di Reggio Calabria, nel settore oncologico – dalla prevenzione attivata con gli screening, all’indagine diagnostica consentita dalle PET di Reggio e Cosenza, al settore interventistico dovuto alle nuove tre chirurgie toraciche per i tumori ai polmoni, ai nuovi primari di chirurgia in alcuni ospedali Spoke e ai nuovi 30 posti letto di hospice per malati terminali – per finire al settore privato, incentivato proprio per ridurre la mobilità passiva – daranno i frutti sperati. Purtroppo lo sapremo ufficialmente solo nel 2019, come solo ora sappiamo della mobilità passiva del 2015». «Quanto ai punti Lea, per ammissione dello stesso Tavolo – sottolinea il commissario Scura – questi risentono degli insufficienti flussi dei dati inoltrati dalle aziende che ora, sotto la spinta del dipartimento, stanno correndo ai ripari. Si pensa che, colmato il debito informativo, verrà superato il dato 2015 pari a 147 punti. Non si dimentichi che nel 2010, all’inizio del commissariamento, i Lea raggiungevano i 99 punti! È di tutta evidenza, però, che il problema dei problemi è l’andamento dei conti. Il Tavolo, giustamente preoccupato, non ha emesso giudizi definitivi perché sa che il primo semestre non è mai sufficientemente indicativo dell’andamento gestionale dell’anno. Ai primi di novembre, quando si inoltrano i dati ai ministeri, mancano ancora numerose informazioni migliorative relative ai rimborsi sui farmaci oncologici innovativi, alle note di credito per farmaci HCV/oncologici, alla rendicontazione sugli obiettivi di piano, a sopravvenienze attive e altri recuperi gestionali. Tenendo conto anche dell’errore materiale di 20 mil/ sul valore i dati a disposizione, si aggira tra meno 70 mil/ e meno 110 mil/, quindi ragionevolmente ben al di sotto dei temuti meno 97 mil/. Per prudenza ai ministeri affiancanti è stato inviato un documento ufficiale, a firma del dirigente del settore 5, del dirigente generale del dipartimento Tutela della salute e del commissario che attesta una perdita tra meno 80 e meno 121 mil/. E del resto se ogni anno arriva un regalo negativo di 34-36 mil/ dagli anni precedenti il 2015, è difficile fare meglio. Con buona pace di chi, maneggiando dati sensibili in maniera superficiale e distorta (non si comprende in favore di quali interessi) – conclude Scura che non usa più il fioretto iniziale ma la sciabola – rischia di generare ingiustificato allarme sociale».