Dieta sì, nomine e Afor no

Il consiglio regionale prende tempo e non risolve le rogne che hanno a che fare con le poltrone di pertinenza dell'assise, mancano gli accordi così come mancano per liquidare definitivamente l'azienda dei forestali. Spazio invece alla legge per l'alimentazione sana e per la proroga sui rifiuti

Due non notizie, nel senso che si tratta di due bombe ad orologeria che il consiglio regionale non sa come disinnescare e quindi rinvia ad altra data.

E due leggi approvate, una in materia di rifiuti e l’altra che ha a che fare con la dieta mediterranea. Partiamo dalle due non notizie.

Niente nomine di competenza del consiglio, quelle frutto di un accordo che evidentemente non c’è e forse in questo momento non ci può essere.

Sicché non se ne fa niente, già è stato un miracolo eleggere l’ufficio di presidenza del consiglio regionale, meglio non esagerare. Sebi Romeo avrebbe giurato che è stata l’ultima volta ma qualcuno è pronto a scommettere che gli si allunga il naso, perché verrà rinviata ancora la faccenda. Così come non vede la luce la definizione dell’Afor, che non si liquida né si resuscita. Si tiene così, a bagnomaria.

Invece è arrivato il via libera dal consiglio regionale all’unanimità alla integrazione del Piano rifiuti approvato lo scorso anno.

Con la norma i criteri per localizzare gli impianti vengono integrati secondo una logica più razionale, spiega Oliverio: «Grazie a questa integrazione procederemo alla mappatura del territorio in modo scientifico per capire quante discariche ci sono e di quale capacità dispongono. Sulla base di questo quadro si procederà alle determinazioni in sede amministrativa».
L’integrazione al Piano, oltre a mettere al riparo da possibili contenziosi, secondo il governatore permetterà alla Calabria di avere «una programmazione rispondente alle esigenze del territorio».
«Un anno fa – ricorda ancora – abbiamo approvato il Piano regionale, uno strumento che ha stabilito le direttrici alle quali Regione ed enti locali devono attenersi. La nostra strategia è quella delle discariche zero, in un territorio in cui nel corso degli ultimi decenni abbiamo avuto un pullulare di iniziative che hanno determinato una condizione di esposizione grave della Regione. Siamo in regime di infrazione in 200 di discariche, multe che costano 200mila euro all’anno per ogni impianto». Oliverio rivendica anche i successi ottenuti in questo settore: «Nessuno può negare che c’è un netto miglioramento delle condizioni di pulizia nelle nostre città. Tre anni fa, nei capoluoghi, c’erano montagne di rifiuti. Abbiamo realizzato un’inversione di tendenza grazie a un rapporto collaborativo con i Comuni e alla raccolta differenziata, passata dal 12,5% del 2014 al 38%». Novità anche sullo smaltimento: «Stiamo lavorando a una nuova impiantistica che faccia a meno della termovalorizzazione». È il forzista Magno a sferzare il governatore: «Venga in aula a fare una relazione puntuale sullo stato della gestione dei rifiuti». Oliverio replica subito: «Sono stato io a proporre Consigli tematici. Sarebbe opportuno tenerne uno entro la fine dell’anno. Sarà l’occasione per presentare tutti i dati e i numeri». Sul punto è ancora una volta Pasqua a esprimere perplessità: «È nebuloso». Di tutt’altro avviso Giudiceandrea: «Finalmente abbiamo un parametro in più che garantirà una più equa distribuzione dei rifiuti».

E via libera anche alla legge sulla Dieta mediterranea intesa non solo come stile di vita. Il testo, che riunisce le proposte di Orlandino Greco (“Oliverio presidente”) e di Ennio Morrone (Fi), è stato approvato all’unanimità ma ha anche rappresentato una prima e ufficiale presa di distanza di Vincenzo Pasqua dalla sua ormai ex coalizione.
«Elementi fondamentali della Dieta mediterranea di riferimento di Nicotera – si legge nella relazione illustrativa – sono gli alimenti oltre lo stile di vita». La nuova norma si propone di valorizzare uno stile di vita «universalmente considerato come il regime ottimale per favorire lo stato di salute e, conseguentemente, la durata e la qualità della vita, insieme unico al mondo di pratiche alimentari, sociali e culturali». Con questa legge, spiega il presidente della commissione Sanità Michele Mirabello (Pd), «premiamo lo sviluppo delle filiere enogastronomiche per arrivare a un marchio regionale che valorizzi la Dieta Mediterranea. L’obiettivo è rendere questo stile di vita e le sue caratteristiche fattori trainanti per le nuove politiche turistiche».