C’eravamo tanto odiati: la grande tregua tra Guccione e Oliverio

Mazzuca ritira, come anticipato, la sua candidatura e si unisce alla corsa trionfale di Guglielmelli che sarà ancora segretario provinciale del Pd. In campo, per onor di firma, resta solo Donato. Passa la linea di Magorno (e della Cittadella). Sullo sfondo il gioco a incastri delle elezioni politiche e le caselle in Regione

Se non ci sono stravolgimenti dell’ultima ora, Ernesto Magorno (ovviamente con in tasca un mandato plurimo, a partire dal foglio bianco della Cittadella) va all’incasso al 90 per cento. Lui la tregua più o meno armata (con armi giocattolo però) tra colonnelli e anime appuntite del Pd cosentino l’ha sempre cercata e con ogni mezzo, non fosse altro perché si sa che un segretario meno rogne porta al tavolo romano, meglio si difende anche se poi sono i voti di tutti e dietro le urne che Matteo Renzi aspetta di contare.

Tregua alla quale s’è lavorato e per svariate ragioni così da stendere su carta una specie di itinerario elettorale da qui fino alle elezioni politiche di primavera. Tregua però che non poteva prescindere dal suo start ufficiale, notarile. La corsa trionfale a questo punto di Luigi Guglielmelli verso la riconferma a capo della segreteria provinciale di Cosenza. Una corsa che nelle intenzioni della regnanza del Pd e della Regione doveva avvenire in solitudine, come da copione. Quindi con ritiro della candidatura di Mazzuca (Guccione) e di Donato (Di Natale). È andata come nelle migliori previsioni per quanto riguarda Mazzuca che non solo conferma quanto da noi già pubblicato quanto annuncia la sua presenza ad una manifestazione a fianco di Guglielmelli prevista per sabato mattina alla Provincia di Cosenza. «L’unità del Pd è la forza motrice del cambiamento» recita la locandina dell’evento e concluderà, manco a dirlo, Mario Oliverio. Angela Donato ha deciso di continuare la sua corsa, a questo punto del tutto simbolica ma fino ad un certo punto. È evidente che in questa scelta c’è la volontà di chi le sta dietro di smarcarsi dal grande accordo, dalla grande tregua. Di contarsi. Di segnare comunque una differenza da incamerare e da rigiocare poi in futuro su altri tavoli.

Nella sua nota Angela Donato spiega che «i territori hanno bisogno di un coinvolgimento che va al di là delle logiche partitiche. Si sente la necessità di rappresentare quanti si sentono esclusi dalla partecipazione democratica, dal dialogo». Molto più francamente è andata che le rassicurazioni fornite a Graziano Di Natale, stavolta, non sono bastate memore anche della vicenda della vicepresidenza della Provincia. Ma è indubbiamente il ritiro dalla corsa di Mazzuca (che farà il vicesegretario) la notizia che noi avevamo in realtà già anticipato. E quindi la tregua con la regnanza che Carlo Guccione ha deciso di siglare. Una scelta tattica e politica che Guccione avrà ponderato bene, non sarebbe da lui un passo così avventato.

Più che riabbraccio quindi è tregua perché sullo sfondo ci sono partite più delicate per Guccione a cominciare da una non improbabile sua candidatura per il Parlamento fino a considerare un suo ruolo da capogruppo in consiglio al posto di Romeo. Fuori dalla logica al momento un suo rientro in giunta ma di questo come di altro ancora se ne potrà parlare solo dopo le elezioni politiche. Di sicuro (almeno per un po’) sarà più difficile assistere al marcamento a uomo che Guccione ha giocato corpo a corpo nei confronti di Mario Oliverio.