Doppia preferenza, due pdl in Consiglio

Anche i parlamentari Pd Valente, Pollastrini, Bruno Bossio e Magorno spingono per l'approvazione della legge

Due nuove proposte di legge in tema di elezioni regionali e di doppia preferenza di genere sono state presentate nelle ultime ore in Consiglio regionale: la prima e’ stata depositata dai consiglieri Orlandino Greco (“Oliverio Presidente”) e Giovanni Arruzzolo (Ncd), la seconda dai consiglieri Vincenzo Pasqua (Misto), Antonio Scalzo (“Moderati”) ed Ennio Morrone (Misto).

I testi, presentati nella giornata dell’8 marzo, Festa della donna, puntano a modificare la legge regionale 1/2005 recante “norme per l’elezione del presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale”. La prima proposta di legge, quella a firma di Greco e Arruzzolo, prevede che alle elezioni regionali “al fine di assicurare la parita’ di genere in ciascuna lista circoscrizionale, a pena di esclusione, ciascuno dei due generi non puo’ essere rappresentato in misura superiore al 50%: e’ possibile esprimere un’unica preferenza, secondo quanto riporta il testo, che tra l’altro porta dal 4 al 3% lo sbarramento per le liste circoscrizionali e inoltre prevede il voto “disgiunto” (cioe’ la possibilita’ di esprimere la preferenza per un candidato alla Presidenza della Giunta anche di coalizione diversa rispetto a quello per il Consiglio regionale). A sua volta, a proposta di legge di Pasqua, Scalzo e Morrone prevede che alle elezioni regionali “in ogni lista circoscrizionale, a pena di inammissibilita’, nessuno dei due generi puo’ essere rappresentato in misura superiore al 50% dei seggi assegnati alla circoscrizione”: viene poi introdotta la possibilita’ di esprimere fino a tre preferenze, almeno una delle quali deve essere di genere diverso dalle altre, e inoltre si consente anche qui il voto “disgiunto”. Le due proposte di legge Greco-Arruzzolo e Pasqua-Scalzo-Morrone sono state assegnate alla prima Commissione “Affari generali e istituzionali” del Consiglio regionale per l’esame di merito e alla seconda Commissione “Bilancio e Programmazione” per il parere. Il tema della doppia preferenza di genere e’ gia’ all’ordine del giorno della seduta del Consiglio regionale in programma lunedi’ 11 marzo, con il secondo punto dedicato all’esame di una proposta di legge presentata dal consigliere regionale di “Calabria In Rete” Flora Sculco.

MESSAGGIO DEI PARLAMETARI PD PRO DOPPIA PREFERENZA DI GENERE

Sul tema sono intervenuti anche il senatore del Pd Ernesto Magorno che su Twitter ha scritto:”L’approvazione della legge sulla doppia preferenza di genere è un’occasione da non perdere, un momento che deve unire tutti i componenti del Consiglio Regionale perché la  Calabria non può restare indietro”.

Dello stesso avviso anche la senatrice Pd Valeria Valente, “Mi auguro che l’inserimento della doppia preferenza di genere, in discussione lunedì in Regione Calabria, diventi finalmente realtà e non venga ulteriormente rinviato. Non solo perché previsto da una legge dello Stato che obbliga tutte le Regioni a legiferare in questa direzione, ma perché l’affermazione delle pari opportunità e dei diritti delle donne non può che sostanziarsi, anche e soprattutto, grazie ad una giusta rappresentanza femminile nelle istituzioni. Lo stiamo vedendo in questi mesi in Parlamento nel contrasto a provvedimenti assurdi come il ddl Pillon. Mi auguro che il PD prima di tutto, il Presidente Oliverio, la sua maggioranza e il consiglio regionale tutto, lunedì permettano alla Regione Calabria di dotarsi finalmente di una legge elettorale che riconosca agli elettori calabresi la possibilità di esprimere una doppia preferenza di genere. Una possibilità che agevolerebbe una rappresentanza femminile nell’istituzione regionale, oggi quasi assente: su 31 consiglieri regionali, infatti, solo una consigliera è donna. Un’immagine veramente triste che dovrebbe chiamare tutti ad una scelta di buonsenso che mi auguro arrivi senza ulteriori rinvii”.

Sostegno anche dalla deputata Pd Barbara Pollastrini che esorta l’Astronave ad approvare la legge sulla doppia preferenza. “Ad oggi, nell’aula di Palazzo Campanella è presente solo una eletta. Mentre la nostra Costituzione all’articolo 51 dice che “ tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza” e aggiunge “la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra uomini e donne”. Così è stato con le norme per la parità di genere nei consigli comunali o con regole per la presenza femminile nei consigli di amministrazione privati. Nel frattempo le Regioni si sono adeguate con leggi specifiche anche per evitare ricorsi alla Consulta, peraltro vinti ovunque. Ora è il momento della Calabria.  Non può, non deve deludere”.

“Riteniamo ormai maturi i tempi affinché il Consiglio regionale della Calabria legiferi sulla doppia preferenza di genere, introducendo un necessario strumento elettivo che garantisca non riserve o quote rosa ma autentiche opportunità di eguaglianza di genere”.

Ad affermarlo è la parlamentare Pd, Enza Bruno Bossio, che oggi ha preso parte a Crotone a una conferenza stampa dedicata al tema della doppia preferenza insieme alla consigliera regionale Flora Sculco e a numerose amministratrici del territorio. “L’appuntamento dell’11 marzo in assemblea regionale – ha aggiunto – è un’occasione e una opportunità per segnare un cambio di passo importante nelle politiche che incoraggino la partecipazione delle donne e si aprano a un contributo di idee e di prospettive, finora non rappresentate. Non a caso oggi la Calabria conta solo una consigliera regionale eletta, a testimonianza di una rigidità sedimentata e da disarticolare nonostante lunghi processi storici e culturali iniziati con il riconoscimento del diritto di voto, nel 1946, e proseguiti con l’ampia normativa sul riequilibrio di genere nelle istituzioni e nella vita pubblica. Non sfugge, inoltre, il dato giuridico: a spingerci verso una legge elettorale paritaria vi sono ragioni di complessiva coerenza normativa e di rispetto di un principio di eguaglianza formale e sostanziale sancito dalla nostra Carta costituzionale. Perché a questo sottende la norma: garantire definitivamente uguali condizioni di partenza per l’effettiva partecipazione delle donne alle cariche elettive. La Calabria deve aprirsi a questa innovazione, che già in buona parte è stata realizzata dal presidente Oliverio con la modifica dello Statuto regionale e l’ampia rappresentanza femminile in Giunta regionale. Chi oggi tentenna e mostra resistenze non fa onore alla carica che rappresenta, né coglie il momento storico in cui siamo immersi. Proprio da Crotone, qualche giorno fa, è partito dalla Lega un messaggio delirante sulla funzione delle donne, con odiosi riferimenti anche a una sorta di ammissibilità del femminicidio. Si ha paura delle donne, ed io invece dico che occorra inciampare sulle donne.

Quella che stiamo affrontando, infatti, non è una battaglia ideologica ma è uno sforzo democratico – che stiamo compiendo affiancate da istituzioni, partiti, associazioni e articolazioni sociali – in nome di una modernità culturale e di una sana affermazione di una democrazia compiuta, all’interno della quale le diversità trovano un giusto bilanciamento e la prospettiva femminile diventa un fattore qualificante e di arricchimento”.