Il brindisi a tarallucci e vino di Oliverio a Rende

Il sindaco Manna senza nessuno dei suoi assessori nel corso tour natalizio del governatore in città. Assente Munno. All’inaugurazione della strada delle Industrie a battere le mani solo Aceto. Cinc cin nale con Franchino De Rango e Verre

L’inaugurazione

Pare che il più convinto battitore di mani l’altro giorno, da non confondere però con le credenziali di un battitore libero, sia stato Eugenio Aceto. All’anagrafe e con maglietta sul petto Forza Italia di Jole Santelli e Mario Occhiuto eppure ad Aceto sono piaciute assai le parole di Mario Oliverio l’altro giorno a Rende. Ne è rimasto quasi conquistato. Più o meno in splendi- da solitudine però, almeno per quanto riguarda Forza Italia. E già perché al taglio del nastro della strada delle industrie, in contrada Lecco, mancava giustappunto l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Pino Munno. Chissà se invece lui ha preferito sin dall’inizio evitare di ascoltare in pubblico le promesse di Oliverio e il suo elogio a Manna, così da non far innervosire Jole e il sindaco di Cosenza.

E così è toccato al sindaco di Montalto, Pietro Caracciolo (lui almeno, a differenza di Manna, accompagnato dai suoi assessori), ringraziare l’allora assessore regionale Pino Gentile per i 5 milioni di finanziamento concessi per la strada, titolo di cronaca che non poteva certo essere mandato in stampa nè da Manna e nè da Oliverio, per l’occasione ad uso solo per il taglio del nastro. E dire però che Oliverio ne ha promessi di inter- venti finanziari l’altro giorno a Rende, sulla carta ovviamente.

Al punto che quando qualcuno ha intravisto al tavolo del saluto natalizio pure Gigi Incarnato s’è lasciato scappare la battuta che oltre il Campagnano circolano (a parole) più liquidi che liqui- do, più promesse che acqua.

E Incarnato con la sua Sorical sa bene che non è poi così difficile, e sotto Natale, trasformare in oro l’acqua arrugginita dei rubinetti quasi a secco dei rendesi. Ma era il giorno dei complimenti e delle promesse, quello natalizio di Rende con Oliverio in tour (accompagnato dai suoi uomini d’avanguardia) e Manna a fare da cerimoniere. E ad incassare più riconoscimenti che potere reale. Più promesse che cambiali all’incasso. Del resto il sogno elettorale del sindaco si è smaterializzato prima ancora di diventare un incubo irrealizzabile, come è noto Pisapia non c’è più. E non si può fare più niente. Ma non per questo è il caso di perdere nel vuoto il bacino dei consensi rendesi e allora sì che il governatore ha buon gioco a dire in pubblico che Manna è tra i migliori sindaci in circolazione. Sotto Natale non costa niente lasciarsi andare alle esaltazioni altrui. Tanto Manna non può farsene nulla se non glori car- si, no a marzo. Oliverio (e chi dietro di lui pronto a scendere in campagna elettorale) invece sa bene cosa farsene di una rigogliosa città stordita dai complimenti anche perché tra qualche settimana ci sono i 3×6 elettorali sui muri. Ma era davvero e solo Natale l’altro giorno a Rende. Solo Natale da quel momento in poi. Oliverio e Manna hanno acceso l’albero e poi champagne e dolci per tutti, da non confondere con tarallucci e vino. Quelli li hanno consumato a parte Oliverio con Franchino De Rango e Pasquale Verre.