L’Ucraina, il “comblotto” e le stufette di via Verdi

Piccola storia di un’ interrogazione comunale.
Di Mimmo Talarico*

La temuta invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ha suscitato meno clamore in confronto all’interrogazione da me rivolta al sindaco di Rende, per conoscere la reale situazione delle aule provvisorie che ospitano i bambini della Scuola primaria di Quattromiglia. Da settimane, infatti, diversi genitori degli scolari allocati nei magazzini di via Verdi, lamentano la continua interruzione di energia elettrica che provocherebbe un abbassamento della temperatura delle “aule”. La pubblicizzazione della notizia, sia pure con qualche enfasi giornalistica, ha scatenato un putiferio. Addirittura secondo l’anonimo legale del proprietario dei locali, il diritto – dovere di un consigliere comunale di formulare quesiti al Sindaco della città, si configurerebbe come una fattispecie di reato. Mentre l’assessore al ramo, a sua insaputa, dichiara che mi sarei fatto intervistare davanti alla scuola per dire il falso, senza specificare quando e da chi. L’ignaro assessore, a dire il vero, si scuserà con me qualche ora dopo (Rende città di ventriloqui). Un gruppo di consiglieri comunali si avventura finanche in un’ ispezione nella scuola, travalicando, in questo caso si, competenze e poteri propri dei membri di un consiglio comunale. Mi chiedo chi abbia organizzato l’ispezione, chi abbia selezionato i consiglieri ispettori e sopratutto chi li abbia fatti entrare nella scuola. Spero che la loro ansia ispettiva si spinga fino verificare il rispetto degli obblighi contrattuali della locazione e a capire perché i lavori a Quattromiglia non avanzano. Per non parlare del florilegio social di mamme filogovernative, di insegnanti lealiste, di cittadine indignate che passano dal “ come si è permesso” all’accusa di “strumentalizzatore di bambini innocenti”. Infine, non poteva mancare nella città dei “comblotti” l’accusa di averne organizzato uno, grazie alla mia esperienza nel campo, a danno della scuola in questione. Si dice, che avrei agito, per mettere in cattiva luce l’istituto suddetto e favorire l’iscrizione ad altri istituti “concorrenti”.
(Sic). Eppure con garbo istituzionale mi sono limitato, solo, a raccogliere le legittime lagnanze di un nutrito gruppo di genitori (reali e consapevoli) che da diverse settimane lamentano che i propri figli frequentano aule spesso fredde a causa del malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento. Verificate le denunce dei genitori ho rivolto, come è mio dovere, alcune domande al sindaco, per sapere se tutto ciò corrisponde al vero, e come intende, eventualmente, risolvere il problema. Ho chiesto anche conto del lento procedere dei lavori di ristrutturazione dell’edificio di Quattromiglia- piscine, i cui problemi sono sorti un anno fa e i lavori per porvi rimedio sono iniziati solo in agosto. Domande poste senza sapere chi dirige quella scuola, chi vi insegna e quali siano le dinamiche concorrenziali che sottendono alle iscrizioni. Nessun giudizio di valore, dunque, sui benemeriti e bravi dirigenti e insegnanti. Ciò nonostante abbiamo assistito a una sorprendente isteria collettiva che mi spinge a fare alcune considerazioni: a) Balza agli occhi lo scarso senso istituzionale degli amministratori comunali in carica. Da tempo ormai i rapporti con i consiglieri e i fatti pubblici della città sono delegati a una società privata di comunicazione che arriva, come nel caso dell’assessore che dichiara senza aver mai dichiarato, a fabbricare notizie false. b)E’ singolare che i privati si sostituiscano alle pubbliche autorità, come il proprietario dei locali di via Verdi. Parlano a nome del sindaco e forniscono giustificazioni nel loro esclusivo interesse, passando addirittura per benefattori, ammettendo, tra le righe, finanche che la corrente non è sufficiente perché nelle aule si utilizzano le stufette. c) Apprendiamo che ci sono operatori della Scuola che pensano che l’attrattivita’ della scuola dipenda solo dal suo aspetto esteriore, da salvaguardare in ogni caso, anche quando qualche problema sussiste. Se qualcuno lo mette in dubbio, allora lo si liquida come becera strumentalizzazione. La difesa è così convinta e intransigente che non ammette neanche il minimo sospetto che i genitori denuncianti, il consigliere interrogante e i giornalisti, abbiano agito in buona fede, al fine di migliorare la situazione esistente nel primario interesse dei bambini e del personale scolastico. A nessuno sfugge, neanche a me, che nella scuola passano gran parte delle loro giornate facendo sacrifici (per gli insegnanti mal retribuiti) sopratutto in tempo di Covid. d)Appare ormai diffusa e incontrollabile la partecipazione alla vita pubblica da tifosi: se hai votato Tizio lo difendi a prescindere, con insulti spesso volgari e personali rivolti al nemico, senza mai entrare nel merito delle critiche e delle proposte alternative. È quanto da più tempo e più volte si sta verificando nei miei confronti. Il consigliere diventa un nemico da abbattere e non da combattere con le armi della dialettica nell’ambito della civiltà istituzionale. Rende non era mai scesa a questi livelli. Qualcuno dice che sia il segno dei tempi. Qualcuno altro, pensando al Covid,
sostiene che il picco sia stato raggiunto, per cui la situazione non può che migliorare. Personalmente penso che la strada sia ancora lunga e difficile. Tuttavia nella storia, nella tradizione e nelle tante e belle espressioni cittadine possiamo trovare forza e ragioni per ricostruire. Nel frattempo si spera che Putin non invada l’Ucraina.

*consigliere comunale Rende