Servizio anti-incendi, lavoratori costretti a usare dpi scaduti nel 2005

Sindacati contro "l'inerzia di Calabria Verde" . Pesanti i rilievi: "Lavoratori costretti a utilizzare scorte di magazzino (scadute) del 2005 di quando l’azienda ancora si chiamava Afor"

“Lo scandalo della attivazione del servizio di prevenzione e spegnimento incendi partito lo scorso 15 giugno, continua a fare registrare nuove e scandalose rivelazioni che rendono questa vicenda sempre più grave e inaccettabile.
La notizia dell’ultima ora riguarda i dispositivi di protezione individuale necessari per consentire agli operatori di poter svolgere il servizio di estinzione incendi boschivi in condizioni di piena sicurezza ed efficacia.


Al momento in cui stiamo scrivendo, i Dpi non risultano ancora disponibili nonostante il commissario dell’azienda Calabria Verde abbia prima indetto, in evidente ritardo, una gara – andata deserta – per la fornitura dei dispositivi e successivamente abbia bandito una procedura di somma urgenza per l’acquisto di questi fondamentali strumenti di lavoro.
Tutto questo panegirico ha fatto solo perdere tempo prezioso, mettendo a rischio l’incolumità degli operatori AIB e, non ultimo, la salvaguardia del nostro prezioso patrimonio boschivo e naturalistico.
C’è di che rimanere indignati difronte alla inerzia di Calabria Verde e degli uffici regionali che dopo mesi dall’approvazione del “Piano regionale di prevenzione, previsione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2021” non è riuscita a creare le condizioni affinché questo importantissimo strumento di difesa del territorio potesse partire nel rispetto delle condizioni e delle normative previste dalla legge e dallo stesso Piano che, tra le altre cose, prevedeva l’acquisto di guanti, caschi, occhiali, mascherine e semi-mascherine con filtri, cinturone in cuoio o in tessuto ignifugo.


Come sia possibile che il responsabile AIB non sapesse che per svolgere il servizio fossero necessari i Dpi e che le scorte di magazzino consegnate nel lontano 2005 quando l’azienda ancora si chiamava Afor (come si vede dalla documentazione allegata) non sono più utilizzabili poiché soggette a scadenza naturale, rimane un vero e proprio mistero.
Così come qualcuno dovrebbe spiegare come mai ad oggi nessuno ha ancora risposto alla interrogazione presentata dal consigliere regionale del Partito democratico, Carlo Guccione, che per primo aveva pubblicamente sollevato criticità sull’attività di antincendio boschivo e sulla mancanza dei dispositivi di protezione individuale per fare svolgere in sicurezza il servizio agli operatori.
Qui non si tratta di pensare male ma la mancanza di sicurezza e di dotazioni adeguate in riferimento ad una attività rischiosa come quella antincendio, necessita di chiarimenti netti e tempestivi per fugare ogni dubbio e garantire il rispetto delle condizioni previste dalla legge per potere lavorare in piena sicurezza”.

Sindacato autonomo settore Forestazione