“Chiudere le scuole per scongiurare una strage dei più giovani”

Corbelli a Tarsia per ricordare (insieme al Covid) ĺa tragedia dei migranti nelle carceri libiche

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo il Tar e la Cittadella Regionale oggi ha scelto un luogo fortemente simbolico, per continuare la battaglia e lanciare, con un breve video messaggio che è stato da pochi minuti pubblicato sulla pagina Fb di Diritti Civili, un “nuovo, accorato e disperato appello per la immediata chiusura delle scuole e per ricordare l’altra immane tragedia (purtroppo dimenticata!) dei poveri migranti (uomini, donne e bambini!) che continuano a morire al freddo lungo la rotta balcanica, nei naufragi nel Mediterraneo e nelle carceri lager libiche , dove sono rinchiusi in condizioni disumane”! Il posto scelto per la significativa protesta di oggi è stato infatti la “Collina della Pace” a Tarsia, di fronte al Lago e al vecchio camposanto comunale, dove si sta costruendo la più grande opera umanitaria, legata alla tragedia dell’immigrazione, il Cimitero internazionale dei Migranti, conosciuto e apprezzato dal Vaticano e in tutto il mondo e per la cui realizzazione Corbelli è ininterrottamente impegnato da oltre 7 anni, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013. E’ da lì, ricordando anche questo dramma dei migranti, che l’Europa e il mondo hanno purtroppo dimenticato, ha chiesto “al Presidente della Regione, Spirlì, e al Governo di fermarsi, di chiudere subito tutte le scuole, prima che sia troppo tardi, per scongiurare una strage, perché il pericolo oggi, per colpa della contagiosa variante inglese che colpisce i più giovani, bambini e ragazzi, è proprio nelle aule, dove rischia di diffondersi l’epidemia con conseguenze disastrose e devastanti, soprattutto per questi bimbi e adolescenti. In Calabria sarebbe una catastrofe, ha detto Corbelli nel breve video, perché la nostra regione non è assolutamente in grado di fronteggiare una emergenza coronavirus, vista la sofferenza dei nostri ospedali e la disperazione del personale sanitario che non sa più come far fronte all’ondata di ricoveri giornalieri”. Corbelli ha concluso il suo intervento affermando che “quando questa pandemia sarà superata ritornerà a Tarsia, su quel prato sacro, per fare ultimare la grande opera e consegnarla all’Umanità e alla Storia. Un’opera monumentale che ricorderà le due tragedie (migranti e coronavirus) e sarà motivo di orgoglio nel mondo per la nostra Calabria e per l’Italia”.