Sanità: riabilitazione visiva, in Calabria un solo centro, in Lombardia 15

 I centri di riabilitazione visiva sul territorio nazionale sono diminuiti: 59 nel 2016 rispetto ai 70 dell anno precedente. Il numero di assistiti è sceso da 29.691 del 2015 a 22.091. Esiste poi una netta sproporzione tra riabilitazione dell’infanzia, che per la fascia 0-18 raggiunge il 39,6%, e quella degli over 65, che si ferma al 36,3%.

COSì SI FAVORISCE L’EMIGRAZIONE SANITARIA

E si evidenzia ancora una distribuzione territoriale “fortemente disomogenea” con una “profonda disparità tra Regioni in termini di strutture ed attività svolte”, che costringe i pazienti a spostarsi sul territorio nazionale per ricevere assistenza nel campo delle minorazioni visive.

E’ quanto emerge dalla Relazione del ministro della Salute sullo stato di attuazione delle politiche inerenti la prevenzione della cecità, l’educazione e la riabilitazione visiva, trasmessa al Parlamento riferita al 2016. Dai dati pervenuti (in alcuni casi incompleti e per due Regioni, Campania e Friuli Venezia Giulia, mancanti) “alcune Regioni come Lombardia e Sicilia hanno favorito una presenza più capillare dei centri di riabilitazione, mentre altre come Emilia Romagna e Toscana hanno cercato di centralizzarli per garantire una maggiore specializzazione, dimenticando che la riabilitazione visiva interessa maggiormente la fascia d età più avanzata, presuppone un follow-up più o meno protratto nel tempo e necessita di continua assistenza sociale e familiare”.

Ben 10 Regioni hanno dichiarato di avere un solo centro; tra queste figurano anche Regioni con grande estensione territoriale come la Calabria. La Lombardia garantisce invece ben 15 centri.