《La Convenzione sui diritti per l’infanzia non è ancora pienamente attuata》

Il presidente nazionale dell'Unicef, Samengo, alla vigilia dell'incontro in consiglio regionale con il garante Marziale

Stamattina a Reggio Calabria nella sede del consiglio regionale della Calabria, presenti il presidente del consiglio regionale Nicola Irto e il presidente dell’Unicef Italia Francesco Samengo, riunione della rete dei Garanti regionali, in attesa della relazione del Garante regionale della Calabria Antonio Marziale che si terrà nel pomeriggio alle 15. Abbiamo avvicinato proprio Samengo per qualche battuta.

Presidente Samengo cosa pensa dell’importante incontro della rete dei Garanti regionali cui ha partecipato oggi?
《È un incontro al quale sono felice di aver partecipato perché è qui che la nostra società si confronta sullo stato dell’infanzia: una fase della vita estremamente importante che, a differenza di quello che si potrebbe pensare, non viene ancora pienamente tutelata》.

Quest’anno ricorre il 30esimo anniversario della Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza quali considerazioni si sente di fare?
《E’ il trattato sui diritti umani maggiormente ratificato al mondo ed è stato determinante nel migliorare la vita di bambini, bambine e adolescenti negli ultimi decenni. Ha ispirato i governi a adottare nuove leggi e stanziare nuovi fondi per aumentare l’accesso dei bambini ai servizi e godere dei propri diritti. Ha contribuito a cambiare la percezione sull’infanzia e l’adolescenza, garantendo a bambini e ragazzi un nuovo protagonismo. Nonostante però siano stati fatti enormi progressi per assicurare la sopravvivenza e la protezione dei bambini, ancora oggi la Convenzione non è ancora pienamente attuata, conosciuta e capita. Inoltre, la condizione dell’infanzia e dell’adolescenza è in continua evoluzione, bisogna quindi attualizzare quanto previsto in materia di diritti affinché per ogni bambino, ogni diritto sia garantito e realizzato》.

Quale è in questo senso il ruolo dell’Unicef?
《L’Unicef ha il compito di garantire e promuovere l’effettiva applicazione della Convenzione a tutti gli Stati che l’hanno ratificata, con un mandato esplicito contenuto nell’art. 45. In Italia il nostro lavoro è indissolubilmente legato alla vostra azione: siamo un Paese all’avanguardia su molti aspetti che riguardano la tutela dei minori, penso alla Legge Zampa del 2017, penso ai progressi in tema di sanità pubblica e all’attenzione che è stata posta al tema delle vaccinazioni. Sono piccoli passi che vanno nella giusta direzione: la tutela del minore》.

Quali sono le priorità che dovrà affrontare il Garante nella sua azione?
《Ritengo che ce ne siano alcune sulle quali occorre riflettere:
– Il diritto all’ascolto: si potrebbero attivare canali d’ascolto sempre più vicini ai ragazzi, un elemento fondante della loro crescita e un aiuto concreto per il loro futuro. Sono fermamente convinto che l’ascolto istituzionale sia l’unica modalità in grado di garantire a tutti i bambini di avere gli stessi diritti, soprattutto nelle situazioni più difficili.
– L’emergenza educativa. È quanto mai necessario che i ragazzi imparino a gestire la conflittualità, a sviluppare la cultura del rispetto nei confronti dell’altro per eliminare alla radice ogni forma di aggressività. Sto parlando soprattutto degli atti di bullismo e cyberbullismo che affliggono spesso il nostro Paese: le vittime sono nella maggior parte dei casi persone di minore età e devono essere destinatari di interventi di educazione e responsabilizzazione, non solo di interventi di carattere repressivo. La scuola ha un ruolo cruciale: deve essere maggiormente ricettiva per impedire ogni forma di violenza.
– La povertà minorile che è in crescita. Secondo gli ultimi dati disponibili dell’Istat, la povertà assoluta è passata in un anno dal 18,3% al 26,8%, coinvolgendo quasi 138mila famiglie e più di 814mila persone. Essa aumenta anche tra i minori, passando da 10,9% a 12,5%: si tratta di un milione e 292mila under 18, un numero enorme. Questo dato riflette una situazione che troviamo in qualunque città italiana: le famiglie bisognose sono molte e non possiamo parlare di “uguaglianza nei diritti” se non teniamo conto della povertà che colpisce soprattutto i bambini》.

Cosa propone invece per garantire i diritti di quei bambini e ragazzi che vivono fuori dalla famiglia di origine, nelle strutture di accoglienza e nelle case famiglia?
《Per loro sono state elaborate in questi mesi le prime linee guida per garantire continuità negli studi a chi non ha avuto la fortuna di vivere una continuità nella vita familiare ed è proprio da qui che bisogna ripartire. Non esistono bambini o ragazzi di etnie, razze o colori diversi. La carta del 1989, che quest’anno compie 30 anni, pone tutti sullo stesso piano e ci impegna, malgrado sia stata più volte violata e non applicata, non solo al suo rispetto ma anche a lavorare ogni giorno per rendere i suoi principi realtà in un momento storico che ne mette a dura prova i principi fondamentali》.