Il sogno americano di Giuseppe, l’architetto

Giovane calabrese che conosce il successo negli Usa, proprio come nelle "favole"

  Se il 2018, appena concluso, lo ha visto protagonista, il 2019 si apre ancora meglio per Giuseppe Samà, giovane architetto Calabrese, da pochi anni negli Stati Uniti che si afferma sempre di più per le sue produzioni di particolare bellezza e originalità.
A testimonianza di tutto questo infatti la notizia di alcuni giorni fa che uno dei suoi progetti, una villa di lusso, ha vinto il primo premio come “Best Design Awards” nella categoria residential per il quartiere Staten Island della città di New York.
E così, dopo alcuni mesi di lavoro arriva un nuovo straordinario progetto firmato dal nostro Giuseppe Samá Architect.
Siamo a New York, più precisamente nella Brooklyn Downtown, cuore pulsante della Brooklyn che conta, a due passi dal famoso ponte, con vista Manhattan, e luogo ormai tra i più ricercati e più cari della Grande Mela.

Il cliente, un facoltoso CEO di una multinazionale leader incontrastata nel campo dell’ingegneria biomedica negli States, ha voluto fortemente che fosse il giovane architetto calabrese a ridefinire gli spazi della sua nuova residenza. Nasce così la M+H Residence.
Una lussuosa residenza che si articola su 4 livelli collegati da una particolare scala ellittica.
Una residenza che porterà la firma Made in Italy nel vero senso della parola.
Sì, perché il designer italiano, come quasi in tutti i suoi progetti, sponsorizza e promuove l’artigianato italiano, in particolare l’artigianato calabrese.
Dalle mattonelle ai marmi, dalla cucina all’illuminazione fino agli arredi.
Un’interpretazione di uno stile contemporaneo di New York in cui l’architettura elegante e i lussuosi interni si fondono in un equilibrio sorprendente.

Le creazioni di Giuseppe Samà hanno successo perché rompono gli schemi e puntano tutto su uno stile che fa dell’eleganza e della bellezza una caratteristica immediatamente riconoscibile, senza mai eccedere, senza mai essere fredda e artificiale.
Il giovane architetto calabrese, come si suol dire si è fatto da solo e con grande coraggio ha affrontato una sfida colossale, quella di progettare, ideare, disegnare in una realtà che agli inizi sembrava proibitiva, impossibile.
Eppure i successi degli ultimi due-tre anni confermano che il coraggio dell’architetto calabrese lo ha premiato, anche se il suo cuore rimane sempre in Calabria, dove ritorna spesso, in provincia di Cosenza. Ma in America ha portato la sua cultura, la sua storia, il calore della Calabria e in questo caso anche l’artigianato calabrese.