Museo del presente, Ligabue in mostra

“Siamo lieti di ospitare a Rende una mostra di tale risonanza e che premia le nostre politiche volte alla valorizzazione culturale del territorio”: così l’assessora Marina Pasqua alla presentazione di ieri mattina per la stampa della mostra “Antonio Ligabue. Vita, opere e oggetti di un geniale artista”
che sarà inaugurata ufficialmente oggi al museo del Presente.
L’’Associazione n.9 attraverso le parole di Mario Toscano ha affermato: “È la prima volta che la mostra giunge in Calabria. Difficile è stato raggiungere tale obiettivo, ma grazie al comune Rende e alla lungimiranza dell’assessora Marta Petrusewicz, a Banca Mediolanum, fondazione Carical ed ai partner del progetto, la Casa museo Ligabue di Gualtieri con Giuseppe Caleffi e al critico d’arte Angelo Leidi, siamo riusciti a portare la mostra focalizzandoci sulla vita tribolata del pittore.
Da matto paese a gallina dalle uova d’oro: la vita di Ligabue è ricca di aneddoti che ce lo restituiscono come artista popolare. Abbiamo fatto la scelta non facile di non offrire una mostra preconfezionata, ma l’abbiamo costruita tassello su tassello rendendola divulgativa e aperta a tutti quanti.”.
Lombardi per Medilanum ha dichiarato: “Sosteniamo l’arte: sponsorizzare un evento simile vuol dire valorizzare il nostro territorio dandogli visibilità.”.
“Il 25 gennaio inaugureremo anche a Mosca” fa sapere il critico Leidi che, nel suo intervento ha ricordato l’umanità di un artista spesso sottovalutato.
“Vita difficile -ha detto il critico- da disadattato con problemi di mente. L’ odissea di Ligabue in Italia dopo essere venuto dalla Svizzera fu esperienza dura: era un uomo solo in un paese dove non conosceva nessuno. Sulle rive del Po fu accolto nella casa di riposo guidata dal padre di Caleffi. Amava gli animali e questa fu la sua fortuna: sono la rappresentazione della sua sensibilità protesa verso natura.
Ho conosciuto Ligabue nel 1947 con mio nonno e ne rimasi affascinato e ho imparato a difenderlo senza conoscerlo. Sono divenuto come suo figlio curandone il lavoro. Ligabue era una persona gentile: era un guerriero solitario come don Chisciotte ma aveva senso della vita, aveva aspirazioni umane. La sua mano ha seguito sempre il cuore per dipingere.”.
Come spiegato dalla curatrice del catalogo, Federica Toscano, la mostra si compone di tre sezioni dedicate ai dipinti e ai disegni, alle sculture e agli oggetti appartenuti all’artista.
Tra le sculture è custodita una rara rappresentazione in terracotta che il pittore era solito modellare masticandola.
Nella sezione dedicata ai dipinti spicca l’autoritratto e le raffigurazioni degli animali tra cui i cavalli ai quali Giovanni Lindo Ferretti, ex frontman dei CCCP, dedica un breve scritto che compare vicino ai disegni.
Da non perdere, infine, la parte più originale della mostra che raccoglie alcuni tra gli oggetti appartenuti a Ligabue: il violino, i dischi, la tavolozza e alcuni pennelli, oltre ai famosi stivali neri con cui soleva cavalcare la sua moto Guzzi rosso fiammante.
Simona De Maria