Turismo, il rating della reputazione di Demoskopika per il 2020

Con 96,8 punti, la Calabria si colloca ancora in 16esima posizione nel ranking dell’Istituto di ricerca ma fa un balzo in avanti di tre postazioni rispetto al 2019

Nel medagliere dell’Istituto di ricerca, la riconferma in vetta del Trentino – Alto Adige e due new entry: Sicilia e Toscana. Alla Sardegna il primato della migliore perfomance rispetto al 2019. Si amplia il numero degli indicatori scelti per il Regional Tourism Reputation Index di Demoskopika per il 2020.
Oltre 1,1 milioni di pagine indicizzate, circa 5 milioni di like e follower sulle reti sociali, poco più di 40 milioni le recensioni conteggiate e ben 533 mila le strutture ricettive osservate. Sono questi i numeri generati dalle regioni italiane per costruire la reputazione turistica delle destinazioni e sintetizzati dal Regional Tourism Reputation Index per il 2020, giunto al suo quarto anno consecutivo. Agli otto indicatori tradizionalmente osservati (visibilità e interesse dei portali turistici istituzionali regionali, social appeal presso gli stakeholder, popolarità, fiducia e tendenze di ciascuna destinazione turistica regionale nel complesso e, infine, reputazione del sistema ricettivo) sono stati aggiunti altri due parametri: il primo mirato a rilevare le destinazioni preferite dagli italiani per le vacanze mentre il secondo incrementa, con l’aggiunta anche della piattaforma Google Travel, la numerosità delle
strutture alberghiere ed extra-alberghiere sottoposte a valutazione.
L’Istituto Demoskopika, nel tentativo di approfondire l’analisi sulle principali dinamiche che caratterizzano la costruzione della “reputazione turistica” a livello regionale, ha realizzato una ricerca nella quale si è voluto evidenziare, partendo dal monitoraggio di alcuni parametri essenzialmente di natura quantitativa, il grado di attenzione della “comunità di fruizione turistica” nei confronti dell’offerta promossa dalle regioni italiane.


Obiettivo principale della ricerca – si legge nello studio di Demoskopika – è quello di fornire alcune utili indicazioni circa il livello di reputazione del sistema turistico regionale, mediante l’osservazione delle direzioni che qualificano alcuni indicatori, ritenuti “sensibili”, quali la visibilità e l’interesse dei portali turistici istituzionali regionali e il loro social appeal presso gli stakeholder, la popolarità, la fiducia e le tendenze di ciascuna destinazione turistica regionale nel complesso e, infine, la reputazione del sistema ricettivo. Pertanto, è stato creato uno stimatore ad hoc, il Regional Tourism Reputation Index (Rtr), in grado di prospettare e valutare gli andamenti aggiornati degli orientamenti, dei
comportamenti e delle richieste di informazioni online da parte degli utenti del web, turisti potenziali e reali.
È il Trentino -Alto Adige a confermare la sua prima posizione nella classifica generale, in quanto risulta essere la regione italiana che più di tutte dimostra di avere una maggiore reputazione turistica. In particolare, l’indice Regional Tourism Reputation della destinazione, infatti, secondo lo schema metodologico predisposto da Demoskopika, è pari a 113,6 punti. A pesare più che positivamente sulla medaglia d’oro del Trentino – Alto Adige, il primo posto quale destinazione “più social d’Italia”. A conquistare la seconda posizione nel ranking generale, inoltre, è la Sicilia che, con 110,9 punti, ha dimostrato, da un lato, di essere la destinazione turistica più ricercata sul web dai consumatori e, dall’altro, di essere la meta turistica preferita dai vacanzieri italiani per il 2020. Al terzo posto altra new entry dopo la Sicilia. Si tratta della Toscana con ben 109,2 punti totalizzati. Un ingresso nel medagliere di Demoskopika ottenuto prioritariamente per aver scalzato il Lazio nella graduatoria del sistema ricettivo più “apprezzato” del Belpaese. Perfomance, quest’ultima, generata dalla media dei punteggi delle graduatorie parziali emerse dai siti di ranking utilizzati e, cioè, con il maggior numero di recensioni totalizzate e di valutazioni positive sul totale delle strutture rilevate.
Alla Sardegna, con 100,8 punti, spetta il primato della destinazione regionale con la migliore perfomance rispetto al 2019 meritando un balzo in avanti di ben 9 posizioni nel Regional Tourism Reputation Index: per lei la sesta posizione rispetto alla 18esima dell’anno precedente. A condizionare
positivamente la scalata, l’andamento crescente, nell’arco temporale individuato, sia del volume di offerta online che della popolarità web di cui gode la destinazione isolana.
La Calabria, infine, con 96,8 punti, pur collocandosi ancora in 16esima posizione nel ranking dell’Istituto di ricerca, fa un balzo in avanti di tre postazioni rispetto al 2019. A trainare la perfomance positiva della destinazione regionale tre indicatori: il buon volume di offerta online (5° posto con 100,3 punti), la popolarità online della query “Calabria” categorizzata per viaggi (4° posto con 105,3 punti) e la rilevante condizione di essere tra le mete preferite dai turisti italiani per il 2020 come evidenziato dall’indicatore “Appeal tourism destination” (5° posto con 105,3 punti). Sul versante opposto, a condizionare negativamente il rango della destinazione regionale, emerge principalmente un utilizzo inadeguato dell’attività di promozione istituzionale nelle reti sociali, con la Calabria, nel dettaglio, che con 91,9 punti, scivola in 18esima posizione. Ma quali numeri ha generati dal Regional Tourim Reputation Index per la Calabria? Circa 60mila pagine indicizzate, quasi 30mila tra like e follower sulle reti sociali, ben 760mila le recensioni conteggiate e poco meno di 12mila le strutture ricettive monitorate.
«Il nostro studio – commenta il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – stimola alcune considerazioni su un aspetto che ruota attorno alla costruzione della reputazione turistica delle destinazioni regionali: la necessità di una strategia integrata e condivisa tra i vari stakeholder del sistema pubblico-privato. Basta analizzare la recente polemica tra le principali associazioni di rappresentanza degli operatori turistici e l’Enit – precisa Raffaele Rio – per comprendere che la governance teorica dei sistemi turistici, tanto decantata nei documenti strategici quanto sfuggente nelle fasi attuative della programmazione, dovrebbe cedere il passo alla governance dinamica incentrata a valorizzare gli orientamenti e le visioni della molteplicità dei soggetti attivi nello sviluppo e nella promozione del turismo italiano.