Il duomo di Altomonte, esempi di scuola Giottesca e scuola Senese

La Cattedrale di Altomonte, dedicata a Santa Maria della Conciliazione, è un gioiello dell’architettura goticoangioina. Questa maestosa cattedrale sorge sulle fondamenta di un precedente edificio normanno dedicato a Santa Maria de Franchis. La sua storia ha inizio con l’autorizzazione di Papa Clemente VI alla sua riedificazione, che fu portata avanti dal conte Filippo Sangineto intorno al 1340. Nel XV secolo, la famiglia Sanseverino, una delle sette grandi e nobili casate del Regno di Napoli, realizzò ulteriori ampliamenti, arricchendo la cattedrale di nuovo elementi architettonici. Nel 1443, la cattedrale passò ai Domenicani, che vi fondarono un monastero. La crescita del monastero fu così significativa che nel XVI secolo venne edificato un nuovo complesso a due piani con un chiostro, segno della prosperità e dell’importanza raggiunta dall’ordine domenicano nella regione. La facciata del duomo conserva le sue linee originarie. Due contrafforti di ergono ai lati, mentre un cornicione orizzontale la divide in due zone. Al centro della facciata, un tempo svettava una piccola Madonna col Bambino, oggi corrosa dal tempo, collocata sotto gli stemmi delle famiglie Sangineto e Sanseverino. Il portale, oggi conservato a sinistra dell’entrata della chiesa, è un esempio tipico di gotico durazzesco e rappresenta l’eleganza del periodo Angiò-Durazzo, con il suo arco ribassato e incorniciato in una struttura rettangolare. Dello stesso periodo sono il grande rosone a raggiera e la torre campanaria, impreziosita da una finestra bifora, opera delle maestranze calabresi. All’interno, la cattedrale presenta una pianta a croce latina con una singola navata e due cappelle laterali nella zona del coro. Nell’abside si trovano elementi di un coro ligneo del Seicento, mentre al centro della parete di fondo si erge il sepolcro di Filippo Sangineto. Realizzato tra il 1352 e il 1377, il sepolcro è opera di un artista napoletano seguace di Tino da Camaino, scultore senese che collaborò alla realizzazione dei rilievi della facciata del Duomo di Siena e che giunse a Napoli al servizio della corte di Roberto d’Angiò. Il sepolcro di Sangineto è sorretto dalle tre virtù teologali, con raffigurazioni di santi lungo i lati. La figura del defunto è accompagnata da due angeli “reggicortine”, mentre statue della Madonna col Bambino, Giovanni Battista e un santo vescovo sovrastano il timpano, presentando due devoti in preghiera. Infine, nella parete destra dell’abside, è possibile ammirare l’unica decorazione superstite dell’impianto originale, un esempio pregevole della scuola giottesca, che aggiunge un ulteriore tocco di magnificenza alla cattedrale. La Cattedrale di Altomonte, con la sua ricca storia e il suo patrimonio artistico, continua ad essere un simbolo di cultura, e un viaggio ad Altomonte rappresenta un’immersione nelle radici profonde della storia calabrese e del gotico-angioino.

Beatrice Ciccarelli