Ricucci presenta “Cronache dal Fronte. Parole e immagini”

Successo di pubblico a Cetraro per il giornalista Rai, inviato speciale del Tg1

 Nella Sala di rappresentanza del Palazzo municipale di quella che è la sua città natale e che riconosce in lui, a ragione, uno dei suoi figli più illustri, Amedeo Ricucci, giornalista Rai, inviato speciale del Tg1, lunedì scorso, 27 maggio, ha presentato a Cetraro il suo ultimo libro “Cronache dal Fronte. Parole e immagini”, nel corso di un incontro organizzato dall’Istituto “Silvio Lopiano” e dal Comune di Cetraro, moderato da Giulia Fresca, giornalista e ingegnere. Accolto dal sindaco, Angelo Aita, dal dirigente scolastico, Graziano Di Pasqua, e dal consigliere regionale Giuseppe Aieta, Ricucci, conosciuto per i suoi innumerevoli reportage dedicati da più di vent’anni ai conflitti del mondo, dopo gli interventi degli stessi Aita, Di Pasqua e Aieta, si è sottoposto volentieri alle domande del giornalista Mario Bencivinni e di Giulia Fresca, dedicate al suo modo di interpretare il mestiere di giornalista, a quello che pensa possa essere il futuro di questo mestiere, sempre più incerto, e ai momenti più significativi che hanno segnato la sua lunga e prestigiosa carriera, snodatasi nei tanti Paesi del mondo teatro di conflitti. Ma, soprattutto, il giornalista si è sottoposto alle domande che alcuni studenti del Liceo classico e scientifico cetraresi hanno accuratamente preparato nelle settimane precedenti, documentandosi, con il prezioso supporto dei loro docenti, oltre che su questo suo nuovo libro, su due tra i più significativi reportage di cui è stato, appunto, autore, “La lunga marcia” (lo speciale del Tg1 che ha realizzato nell’ottobre del 2015, in presa diretta, diventando “profugo tra i profughi” siriani, camminando e marciando insieme a loro, dopo essere partito, con la sua troupe, dalle isole della Grecia e passando per la Macedonia, la Serbia, la Croazia e l’Ungheria, fino ad arrivare a Vienna) e “Abuna: sulle tracce di padre Paolo Dall’Oglio”, la sua inchiesta esclusiva nei luoghi della misteriosa sparizione, avvenuta a Raqqa, del gesuita italiano, per provare a capire cosa è realmente accaduto e, soprattutto, se possono ancora esserci speranze di ritrovarlo in vita, portando alla luce dettagli e circostanze inediti. In particolare, nel corso dell’incontro, Amedeo Ricucci, dopo aver raccontato come è nata in lui l’idea di scrivere questo libro, soffermandosi sui suoi contenuti, ha focalizzato l’attenzione sull’uso e sull’abuso che spesso viene fatto delle immagini e sulle fake news, nonché sulla sua irrinunciabile ostinazione nel voler continuare a usare quelli che ha significativamente definito i “ferri vecchi” (titolo, tra l’altro, del suo blog) di questo mestiere, vale a dire “la curiosità, l’onestà, la passione, la competenza, il rispetto degli altri e l’etica del vero servizio pubblico, tanto per citarne alcuni. Per me il giornalismo si fa così. E anche se siamo nell’era del digitale, dei social network e del real time, io in tasca mi porto sempre i miei ferri vecchi.

Pesano, sì, ma risolvono le situazioni più difficili”. Infine, facendo ricorso a una efficace ed esaustiva recensione del libro, ci fa piacere sottolineare che: “Cronache dal fronte ci racconta come sono nati e come sono costruiti i suoi reportage più importanti, ci parla della sua vita sempre in prima linea e riflette sui cambiamenti che stanno avvenendo nel giornalismo di guerra (un mestiere in via di estinzione?), sull’uso e l’abuso delle immagini, sulle fake news e sulla potenza della parola scritta. Sono pagine infuocate che ci catapultano in zone di confine dell’umano, dove i cieli sono di piombo e la vita fa fatica a farsi largo. La voce di questo straordinario reporter di guerra, però, ci insegna che a volte, almeno, la parola può farsi testimone ed essere portatrice di speranza”.

Clelia Rovale