“Culture in contatto” per celebrare la ricerca archeologica nella necropoli di Macchiabate

All’inaugurazione hanno partecipato per la Sabap il soprintendente Mario Pagano e il funzionario d’area archeologica Simone Marino

Con l’inaugurazione della mostra “Culture in contatto” si sono avviate lo scorso dodici aprile, nella sede della biblioteca universitaria di Basilea, le celebrazioni per i dieci anni di ricerca archeologica nella necropoli di Macchiabate a Francavilla Marittima promosse dall’istituto di Archeologia Antica dell’Università di Basilea in collaborazione con la Società Dante Alighieri e che proseguiranno sino alla fine di maggio con una serie di eventi.

All’inaugurazione hanno partecipato per la Sabap il soprintendente Mario Pagano e il funzionario d’area archeologica Simone Marino.

“Siamo stati lieti –ha affermato l’archeologo a capo dell’ente Mibac- di aver collaborato alla realizzazione di questo ambizioso progetto teso a tutelare e promuovere un’area di rilevante interesse storico, culturale e archeologico. Riteniamo, infatti, che la valorizzaizone di tale patrimonio sia elemento qualificante e volano di sviluppo economico del territorio di Francavilla Marittima”.

Oltre alla presenza di importanti esponenti della cultura svizzera, erano presenti all’evento anche il console d’Italia a Basilea, l’avvocato Pietro Maria Paolucci e una delegazione del comune cosentino presieduta dal Sindaco Franco Bettarini.

Le indagini archeologiche sull’antica città di Lagaria, cominciate nel 2009, sono state dirette dal professore Martin A. Guggisberg. La necropoli, risalente all’età del ferro nel periodo storico compreso tra l’ottocento e il settecento avanti Cristo, fu scoperta dalla famosa archeologa Paola Zancani Muntuoro, e rappresenta, con i suoi corredi funebri, un importante punto di incontro tra la popolazione locale, i commercianti e i coloni provenienti da Grecia e Vicino Oriente. Il Parco Archeologico Timpone Motta (l’abitato e il santuario di cui Macchiabate è l’area sepolcrale) è oggetto di annuali campagne di scavo da parte dell’Università della Calabria e dell’Accademia di Danimarca.

“La mostra –ha affermato Simone Marino- non è un’esposizione di reperti archeologici, ma un lungo racconto di suoni, fatica e scoperte scritto da Guggisberg insieme agli studenti e studiosi che, negli anni, si sono avvicendati nelle campagne di scavi, ma è anche l’incontro con la comunità locale e con i suoi personaggi come la Signora Anna, custode spirituale di chiunque scavi a Macchiabate.

Simona De Maria