Bonifica a Crotone, definito il ruolo di supporto dell’Ispra: i dettagli della convenzione

Dal «supporto tecnico» per la «caratterizzazione» delle «aree marino costiere» incluse nel Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara all’assistenza per la prosecuzione degli «interventi» di bonifica sia nei punti in cui è presente il Conglomerato idraulico catalizzato (Cic) che nell’area archeologica a nord della città. Dalla conoscenza della «concentrazione» sostanze chimiche diffuse «nelle acque sotterranee» all’ausilio ai soggetti pubblici e privati impegnati nei procedimenti di risanamento ambientale per evidenziare le «eventuali criticità» e indicare loro la possibile «risoluzione». Si possono riassumere così le attività che l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) fornirà al generale Emilio Errigo, commissario straordinario per la bonifica del Sito di interesse nazionale di Crotone-Cassano-Cerchiara, nell’ambito dell’avvio del risanamento ambientale delle zone contaminate dalle scorie industriali.
Una serie di adempimenti che sono contenuti nella convenzione che, il 3 maggio scorso, il delegato del governo ha siglato con la direttrice generale dell’Ispra, Maria Siclari. L’accordo, della durata di 18 mesi prorogabili, si va ad aggiungere alle intese già sottoscritte con l’Arpacal e la Sogesid, società del ministero dell’Economia e delle Finanze. La convenzione con l’Ispra ha una portata di 170 mila euro che verranno attinti dagli oltre 65 milioni di euro che si trovano a disposizione della struttura commissariale derivanti, a loro volta, dal risarcimento del danno ambientale di poco più di 70 milioni di euro stabilito nel 2012 dal Tribunale di Milano a carico dell’allora Syndial (oggi Eni Rewind). Somme che la l’azienda del gruppo Eni versò all’epoca al ministero dell’Ambiente affinché venissero spese nei lavori di bonifica e messa in sicurezza dei siti inquinati di Crotone.