Scioglimento di Rende per mafia, la partita è ancora aperta (in tutti i sensi…)

Il Comune incassa la legittimità di costituzione in giudizio nel ricorso contro il provvedimento ma all'ex sindaco è ancora vietato entrare in possesso della relazione dei commissari. Perché?

Una partita ancora aperta, insidiosa e non priva sullo sfondo di ulteriori e clamorose sorprese.
È un effimero (se non finto) “uno a uno” quello in essere tra l’ormai ex Comune di Rende da un lato e la giustizia amministrativa dall’altro (con quella ordinaria e distrettuale spettatrici interessate).
L’ex amministrazione Manna, con Manna in testa, impugna al Tar del Lazio il decreto di scioglimento del Comune per mafia e contestualmente chiede che nella persona dell’ex sindaco si entri in possesso della relazione dei commissari senza omissis e tutta la documentazione a supporto dello scioglimento stesso. Il Viminale e la presidenza della Repubblica si oppongono ammonendo il Tar che è irricevibile il ricorso e che il Comune non è presentabile in un giudizio del genere. Da qui il (finto) pareggio. Da un lato il Tar del Lazio (rinviando il merito al 18 dicembre) ammette la legittimità del Comune in giudizio ma dall’altro continua a negare i documenti della commissione antimafia all’ex sindaco Manna. Fa di più, il Tar del Lazio. Li nega al sindaco ma li pretende comunque e in forma completa in sede di acquisizione processuale. Li vuole il Tar del Lazio, i documenti scottanti che hanno portato allo scioglimento di Rende per mafia. Ma li nega ancora al diretto interessato. Forse perché non può leggerli perché sono contenute notizie relative ad indagini ancora in corso da parte della Dda?
Ad ogni modo la prefettura di Cosenza dovrà depositare al Tar del Lazio la relazione istruttoria della Commissione di accesso in forza della quale nel giugno dello scorso anno fu emanato il decreto di commissariamento del Comune di Rende per presunte infiltrazioni della criminalità organizzata.
La decisione è contenuta in una “sentenza non definitiva” pronunciata nell’ambito di un ricorso proposto dall’ex sindaco, Marcello Manna. Una vicenda giudiziaria amministrativa complessa che ha portato all’impugnativa di numerosi atti, a partire dal decreto di scioglimento pronunciato dal Presidente della Repubblica il 28 giugno 2023, e fino al silenzio sull’istanza di accesso presentata dall’ex sindaco a inizio dicembre 2023 per avere pieno accesso a tutta la documentazione che ha portato allo scioglimento del Comune.
Il Tar ha preliminarmente deciso la legittimazione alla partecipazione al giudizio del Comune di Rende, giacché 《l’eventuale accoglimento del ricorso determinerebbe l’annullamento degli atti di scioglimento dell’amministrazione comunale con conseguente decadenza della commissione straordinaria》.
Passando all’esame dell’istanza di accesso proposta dall’ex sindaco con motivi aggiunti al ricorso, i giudici hanno osservato come la stessa 《non possa essere accolta》. Nonostante questo, però, il Tar ha ritenuto di disporre l’acquisizione di una serie di atti ritenuti necessari per decidere la controversia. Si tratta della relazione del Prefetto di Cosenza; degli atti di nomina della commissione di accesso; degli atti relativi all’attività compiuta dalla commissione e, segnatamente, della relazione conclusiva. I documenti dovranno essere prodotti in versione integrale e senza omissis, insieme con tutti gli eventuali atti allegati. Il Tar può leggerli. Manna no.
Due mesi di tempo sono stati concessi per il deposito, una nuova udienza è prevista il prossimo 18 dicembre.