Infiltrazioni della ‘ndrangheta nei lavori pubblici di Reggio, pioggia di assoluzioni con formula ampia

Pioggia di assoluzioni, con formula ampia, nel processo “Camaleonte”, l’indagine dei Carabinieri di Reggio Calabria sull’infiltrazione della ‘ndrangheta in alcuni lavori appaltati dall’Anas nella frazione Gallico e sulla realizzazione della stazione ferroviaria di Reggio-Pentimele da parte di Rfi.
Il Tribunale collegiale di Reggio Calabria (presidente Cristiana Maria De Pasquale, giudici Greta Iori e Carla Costantino, ha disposto l’assoluzione di Michelangelo De Angelis, Nilo Morfù e Giuseppe Morfù “per non aver commesso il fatto”; e Giovanni Fiordaliso, Domenico Musolino, Maurizio Raso, Palmiero Cecala Quattrocchi, Luigi Ferro, Diana Capretto, Ornella Capretto, Felice Cappelluccio, Vincenzo De Falco, Angelo Giuseppe Marturano, Antonino Cilona, Michelangelo De Angelis, Nilo Morfù Giuseppe Moprfù e Nicola Sentis “perchè il fatto non sussiste”. Gli imputati rispondevano a vario titolo di associazione mafiosa, associazione a delinquere con aggravante della agevolazione mafiosa finalizzata a commettere delitti di corruzione, abuso di ufficio e truffa.
In relazione all’appalto Anas per la realizzazione del sovrappasso di Gallico decisiva è stata l’eccezione di inutilizzabilità del materiale probatorio sollevata dall’avvocato Marco Gemelli del Foro di Reggio Calabria. Nel collegio di difesa sono stati impegnati anche i penalisti del Foro di Reggio Calabria, Antonio Managò, Antonino Curatola, Francesco Calabrese, Giacomo Iaria, Gaetano Vizzari e Vincenzo Laganà; Caterina Varvaglione e Giuseppe Orecchio del Foro di Vivo, Luigi Leonetti di Cosenza, Edmondo Carrino di Napoli.