Reggio, bergamotto: sull’Igp il Consorzio tira dritto. “La battaglia va avanti”

Dopo il sit-in a Palazzo Campanella. Gallo e Occhiuto si sono detti disponibili ad un incontro ufficiale

L’assessore Gallo e il presidente Occhiuto si sono detti disponibili ad un incontro ufficiale nei prossimi giorni. È questo uno dei risultati del sit-in del Comitato dei bergamotticoltori reggini a Palazzo Campanella, in coincidenza con l’ultima seduta del Consiglio regionale, organizzato insieme a Copagri, Liberi Agricoltori, Nuova Unci Calabria e Conflavoro Agricoltura. «Il presidio – spiegano i promotori – ha voluto sensibilizzare la cittadinanza e tutti i consiglieri regionali sul caso bergamotto di Reggio Calabria: ottenuto l’Igp dal Ministero dell’Agricoltura a dicembre, la Regione ha deciso di scrivere agli uffici ministeriali per sollecitare una interruzione dell’iter a favore invece della Dop, che prevede l’estensione del riconoscimento esistente dall’olio essenziale al frutto, presentato dal Consorzio di tutela della Dop ad agosto e però già sospeso ufficialmente dal Ministero a gennaio, vista l’avvenuta approvazione dell’Igp».
Dopo l’endorsement ottenuto dalla Città metropolitana, dal commissario regionale della Lega Saccomanno, da numerosi sindaci e da altri sindacati a sostegno dell’Igp, anche il consigliere regionale Ernesto Alecci nella stessa giornata della seduta del Consiglio regionale ha presentato una interrogazione al presidente Occhiuto. Per Francesco Macrì, presidente di Copagri, «si è configurata una situazione paradossale che non fa il bene del territorio. Appare impossibile – aggiunge – che dopo aver ottenuto un obiettivo in seguito ad una istruttoria durata due anni e mezzo, oggi si rischia un ulteriore rinvio per motivi di fatto lontani dalla realtà e dai regolamenti comunitari e per motivi probabilmente politici e comunque dovuti ad interessi che non riguardano i veri agricoltori». Giuseppe Mangone, presidente di Liberi Agricoltori, sostiene che «occorre ascoltare la voce dei diretti interessati come manifestato anche dall’assemblea pubblica di domenica scorsa a Roghudi, dove sono emerse numerose criticità rispetto alla gestione, spesso anacronistica, dei vari Consorzi del bergamotto esistenti».