Stipendi “taroccati” all’Annunziata, si indaga su altri 15 dipendenti

Le indagini della guardia di Finanza su delega della procura di Cosenza si estendono. Arrivano intanto le sanzioni interne per le prime 7 posizioni anomale accertate

Si allarga e promette sviluppi non banali l’inchiesta della procura di Cosenza sugli stipendi “taroccati” all’Annunziata, somme non dovute finite reitaratamente in busta paga. Alle 7 posizioni anomale accertate vi sarebbero da aggiungere altre 15 di dipendenti che a loro volta avrebbero ricevuto somme non dovute in busta paga. La guardia di Finanza ha acquisito tutto il materiale necessario incrociando dati e posizioni e le prime risultanze investigative non dovrebbero tardare molto l’approdo a compimento.
Si completa nel frattempo l’indagine disciplinare interna all’Annunziata sulle prime 7 posizioni anomale, la commissione ha comminato le sanzioni.
Per 2 di loro rimprovero con censura scritta, per altri 2 sospensione di 10 giorni mentre le sanzioni più pesanti prevedono la sospensione di 2 mesi per un dipendente, 3 mesi per un altro e addirittura 6 mesi per un altro ancora.
Una vicenda complessa, insidiosa e che con ogni probabilità non ha conosciuto tutta la vera catena delle responsabilità effettiva.
Da analizzare le responsabilità dell’ufficio del personale e del controllo di gestione, tanto per dirne una. I dipendenti finiti sotto inchiesta (e quelli che ci stanno per finire) potrebbero non aver mai chiesto le somme non dovute né sollecitato pagamenti. E per di più hanno dichiarato la disponibilità a restituire le somme secondo modalità stabilite dalla direzione generale. Per questa ragione si potrebbe configurare l’assenza di colpa effettiva con la responsabilità che rischierebbe di ricadere sull’amministrazione. Su tutti e tutto impera il caso del dipendente dell’ospedale di Catanzaro che per 15 anni si è pagato senza timbrare salvo non ricevere alcuna condanna né sanzione al contrario dei responsabili amministrativi che sono stati invece interdetti.